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Fino al 16.I.2015 | Arthur Duff, Things with endings | Marignana Arte, Venezia

di - 3 Dicembre 2015
È la riflessione sulla luce, intesa come strumento dinamico di un processo conoscitivo, il filo conduttore della personale di Arthur Duff alla Galleria Marignana. Il lavoro di Duff (Wiesbaden, 1973) si concentra sul ruolo dell’elemento luminoso e sul suo rapporto con uno spazio in continuo mutamento. Luce, spazio, materia: tre componenti fondamentali che traggono reciprocamente linfa vitale. La mostra, curata da Francesca Pola, analizza secondo i nuovi particolari indirizzi di indagine intrapresi dall’artista la relazione che coinvolge componenti naturali e artificiali in un processo dialettico tra il primordiale e l’attuale. Nell’opera Things with Endings (2015), da cui la mostra prende il nome, la proiezione di neon su diramazioni di poliestere nero evoca l’energia vitale del sangue che scorre nelle vene. L’immagine chiama alla memoria, per analogia cromatica, la lava di un vulcano: un flusso energetico che rinvia direttamente alla dimensione primordiale del pianeta terrestre. Nella ricerca sul contrasto luce-nero l’artista sperimenta l’utilizzo di raggi laser per creare, tramite la proiezione di parole portatrici di precisi significati, un gioco di intervalli luminosi nell’oscurità, dando vita ad una spazialità reale che penetra nel buio. In lavori come Things with Beginnings (2015) la scelta di accostare laser e pietra lavica evidenzia l’idea di riavvicinare la luce, tramite l’artificio, ad un materiale originato in natura proprio da una potente esplosione di luce ed energia.

I concetti di vitalità e movimento pulsante sono protagonisti anche della produzione di Duff ispirata ai raggruppamenti di stelle. I corpi astrali vengono evocati annodando, secondo precisi schemi, una serie di fili nautici tesi su un telaio a diversi piani. Lo studio si basa sul catalogo astronomico redatto nel Settecento da Charles Messier, importante stimolo di riflessione per l’artista anche riguardo i concetti di densità e rarefazione.
Entra così in gioco anche il binomio pieno-vuoto, protagonista dei lavori su carta nei quali, attraverso la foratura per mezzo di un punteruolo, Duff reinterpreta l’apparente movimento, causato dal moto di rivoluzione terrestre, che coinvolge gli astri. I buchi applicati sulla carta sono anch’essi punti di buio che donano tridimensionalità ad una superficie: la luce, in tutte le sue percezioni, continua ad esplorare lo spazio.

Elisa Beraldo
mostra visitata il 15 ottobre
Dal 26 settembre 2015 al 16 gennaio 2016
Arthur Duff – Things with Endings
Marignana Arte,
Dorsoduro 141, 30123 Venezia
Orari: Martedì e mercoledì dalle 14:00 alle 18:30, da giovedì a sabato dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:00 alle 18:30

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