Per molto tempo considerato un pittore “maledetto”, contestatario, ai margini del sistema ufficiale, Maxim Kantor è riconosciuto dai più come un autentico genio che non accetta compromessi. Dopo aver partecipato alla Biennale del 1997, l’artista russo torna nella città lagunare con una personale costituita da 30 quadri e 70 acqueforti.
Fino alla metà degli anni Novanta l’opera di Kantor ruotava interamente attorno alla Russia. “Ho dedicato metà della mia vita ad analizzare la società russa del XX secolo come modello rappresentativo di stato totalitario”. Dice l’artista “Adesso mi sembra necessario occuparmi del mondo cosiddetto libero”. Ed è proprio questo il tema centrale della mostra in cui l’artista presenta una sua lettura dell’impero occidentale contemporaneo. I lavori sono profondamente simbolici e analizzano, osservandole con sguardo attento ma senza giudizio, le brutture e le violenze della contemporaneità. La tematica sociale-politica è imperniata su lavori aventi per protagonisti dei terroristi incappucciati. Il filosofo Vittorio Hosle sostiene che con
L’argomento viene ripreso dall’artista in diverse opere, alcune delle quali decisamente ironiche, come Haute Couture, nella quale due terroristi in tuta mimetica e passamontagna sfilano in passerella osservati da una folla incredula.
Scopo principale dell’artista è quindi quello di rovesciare la realtà in faccia al pubblico: poco importa se vi siano aspetti non condivisibili; l’importante è essere consapevoli che questi, pur nella loro complessità, appartengono al nostro tempo. Si pone, quindi, anche la questione dell’identità del mondo. Alcuni lavori, tra i quali Hommage à Religion, St. Franciscus & Blessed Augustinus e la tela di notevoli dimensioni Ritratto del Papa Giovanni Paolo II hanno come soggetti alcuni dei protagonisti della religione cristiana. È ancora Vittorio Hosle a sottolineare come -nell’arte Kantor- si manifesti una nuova interpretazione del Cristianesimo, più raffinato sul piano intellettuale, ma non meno impegnato dal punto di vista esistenziale.
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www.maximkantor.com
alessandra giacometti
mostra visitata il 10 marzo 2005
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