Trattare il tema del disegno come tecnica artistica è di per sé impegnativo; se poi il disegno è quello specifico dell’arte contemporanea, la cosa è ancora più complessa. Nella collettiva Disegnitudine artisti di generazioni diverse si confrontano sul tema. Risultato? Una diversità di stili e di modi di utilizzo di questa tecnica che evidenziano le particolarità di ognuno di loro.
Per la mostra sono stati scelti quei disegni che documentano l’attività degli artisti, focalizzando l’attenzione sul lavoro preparatorio che precede il realizzarsi di un’opera. Questo perché nell’arte contemporanea il disegno non vive la sua realtà soggettiva, ma convive con mondi contigui, come la pittura e la grafica, e con altri meno prossimi, come la fotografia e il quadro elettronico, tipico quest’ultimo del lavoro di Davide Coltro. Di tutt’altro genere l’opera di Flaviano Poggi, in mostra con la serie Accident, dove le figure e gli oggetti sono costruiti con analitica precisione, curando ogni dettaglio. O quella di Clara Brasca, che ritrae soprattutto figure femminili con tratti dolci e delicati che attribuiscono ai visi una purezza quasi raffaellesca. La presenza femminile caratterizza anche l’opera di Luisa Raffaelli. Abile poetessa dell’immagine, riesce a fondere perfettamente la perfezione stilistica delle sue fotopitture con la narrazione delle più profonde e sentite emozioni femminili. In A perfect love l’immagine risulta addirittura toccante, e si percepisce l’esistenza di una dimensione diversa, per certi versi fantastica, che è sempre esistita, ma che spesso non si ha il coraggio di guardare.
Una visione fantasiosa e allo stesso tempo fiabesca del mondo si ritrova invece nell’arte di Daniele Girardi, che descrive così il suo rapporto con il disegno: “quando l’idea si è precisata, passo alla fase del disegno, la prima forma grafica del lavoro. Fisso su un foglio le ipotesi di mutazione e le accompagno con annotazioni scritte”. I singoli particolari dei disegni sono oggetto di studi, più volte meditati, che interessano le parti dei soggetti che presentano maggiore difficoltà nella trasposizione dell’opera finita. Toni più delicati e linee semplici, quasi infantili, si distinguono in Info point for train losers, di Dimitris Kozaris.
Obiettivo di ogni artista rimane quello di delineare, attraverso segni tracciati su un piano, gli effetti delle tre dimensioni, o ancora più ambiziosamente, di dar forma ai sogni, ai desideri, alle pulsioni dell’inconscio. Questo perché, come spiega la curatrice della mostra, Fiammetta Strigoli, “il disegno quando usato come protogenesi di un’opera, anche nel caso di un’opera fotografica, trattiene l’idea nel suo prender forma, trattiene in sé il sogno impossibile, la memoria di un ‘esperimento’ anche destinato a fallire”.
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mostra visitata il 12 gennaio 2006
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