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fino al 21.III.04 | Renata Bonfanti – le mani e il design | Valdagno (vi), Galleria Civica Villa Valle

di - 10 Febbraio 2004

Gli oggetti tessili di Renata Bonfanti (Bassano del Grappa, Vicenza, 1929) sciorinano titoli esotici e lontani come Tundra, Birmania, Algeria. La mostra monografica che rende omaggio a cinquant’anni di lavoro di una delle maggiori artiste italiane del campo tessile li espone a campione del suo coraggioso cammino: dalla necessità di superare un handicap fisico a quello dell’essere donna e creativa nel momento del dopoguerra.
L’impresa al femminile della Bonfanti, intrecciata al destino delle arti applicate, nasce con la produzione di arazzi e tappeti volti all’astratto e al contemporaneo, suscitata dagli incoraggiamenti del padre architetto. L’artista, dopo gli studi all’Istituto d’Arte di Venezia e ad Oslo, intrisa di insegnamenti eredi della progettazione tessile del Bauhaus, sente come assolutamente necessaria l’esigenza di “tener conto dell’oggetto tessile e del suo rapporto con l’architettura” e ben presto si distingue per eccellenza in concorsi e mostre di settore. Nella prima metà degli anni Cinquanta il suo lavoro è presentato in rassegne internazionali come la Triennale di Milano (in cui espone 4 volte) e la Biennale di Venezia (nel 1956 e nel 1960), e in esposizioni di design nei musei esteri. Gli eventi espositivi sono occasione di incontro con personalità come Giò Ponti e Dino Gavina, Dino Formaggio, Umbro Apollonio, Lara Vinca Masini.
Dalle prime opere più legate all’astrattismo e ispirate da Mondrian e Klee, Renata Bonfanti negli anni Sessanta passa ad altri tessuti -eseguiti anche con telaio meccanico- e tappeti annodati a mano. Inizia arazzi quasi monocromi o con motivi non figurativi, lasciandosi tentare da esperienze ottico-cinetiche. Nascono i tessuti per le lampade di Bruno Munari e produzioni tessili per la Rinascente di Milano che le consentono di sperimentare con le nuove tecnologie. Nel 1962 vince a Milano il Premio Compasso d’Oro per la sua produzione, che ormai comprende tessili acquisiti dalle collezioni permanenti del Museo del Design della Triennale di Milano e del MOMA di Philadelphia.
Dagli anni ’70 il suo studio-laboratorio si trova a Mussolente (Vicenza), dove prendono forma arazzi formati da più strati di tessuti sovrapposti che simulano l’apertura di porte e finestre; oltre a tappeti talvolta anche figurativi, ma composti con una tessitura simile a quella degli arazzi antichi. Nei più recenti, degli anni ‘90, compaiono anche richiami al paesaggio o forme geometriche. Moltissime sono state le sue esposizioni, in tutto il mondo: dagli USA al Giappone, dalla Cina al Brasile. E se Bruno Munari nel ‘69 scrisse che lei possedeva quella “libertà ritrovata” degli “antichi autori dei tappeti persiani, degli arazzi abruzzesi, dei tappeti sardi”, Anty Pansera la proclama erede spirituale del Laboratorio di tessitura del Bauhaus. Un’arista che fa “pezzi unici in serie”, un “designer che lavora con l’oggetto più mobile, più sfuggente, più dinamico e vivo: il filo, il filo di lana, di seta, di lino”.


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stefania portinari
mostra vista il 24 gennaio 2004


Fino al 21.III.04
Renata Bonfanti: le mani e il design
Valdagno (vi), Galleria Civica Villa Valle
a cura di Giuliano Menato
Orari: feriali dalle 17 alle 19, festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19; lunedì chiuso.
Ingresso libero. Catalogo Antiga in mostra.
Informazioni: Assessorato alla Cultura tel. 0445 428223, email cultura@comune.valdagno.vi.it, Ufficio stampa Studio DCR&C, Vicenza tel. 0444 544852, email dcrv@gpnet.it

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