Categorie: venezia

Fino al 22.III.2013 | Teresa Cos, Enten-Eller | Mestre, Galleria Massimo De Luca

di - 11 Marzo 2013
Ha coraggio e determinazione Massimo De Luca, che ha aperto una nuova sede espositiva a Mestre, parte moderna del comune di Venezia alla faticosa ricerca di una propria dimensione nell’ambito delle arti visive, pur presentandosi come la cornice ideale per ospitarle: anonimia urbana, trasformazioni profonde del tessuto urbanistico non meno che sociale. In una area residenziale recentemente recuperata riattando vecchi edifici un tempo adibiti a magazzini, in uno spazio di dimensioni relativamente contenute, ma con alte pareti bianche che corrono dal pavimento al tetto sul quale di aprono i lucernai, ha sede l’unica galleria privata in terraferma esplicitamente vocata alla ricerca artistica. Si presenta come un ambiente curato, luminoso, adatto ad organizzare in particolare delle mostre personali che sappiano interpretare di volta in volta il carattere del luogo. Come è il caso della mostra di Teresa Cos (Latisana/UD, 1982), al suo primo solo show, ma ormai più che una promessa considerando che ha già vinto il premio Bevilacqua La Masa nel 2011, che risiede a Londra, dove ha ricevuto ultimamente proposte di collaborazione di sicuro rilievo.

Foto dure, le sue, con una luce tagliente dovuta al reiterato utilizzo del flash, che descrivono soggetti diversi, quasi a mappare una dimensione dell’esistenza che va dai ritratti di persone al focus su interni e cose apparentemente prive di una qualche connessione, se non precaria e occasionale. Frammenti di realtà improvvisamente storditi da una luce in grado di «far vedere le cose talmente bene da instillare il dubbio sulla loro autenticità» (Andrea Bruciati). E in effetti la quotidianità sembra essere concepita come se fosse avvolta in una densità opaca che può essere bucata solo grazie ad un bagliore che la disturba, provocandone una repentina messa a nudo. Una fotografia che coglie una sorta di disagio profondo, quasi esistenziale: quello di una generazione «che sembra andare avanti senza voler ammettere la disperata necessità di nuovi modelli», come scrive Teresa Cos in una breve nota a catalogo, non meno lucida e tesa delle sue fotografie. Installate, nella seconda sala della galleria, in gran numero, più di una quarantina, di diverso formato, alcune con cornice altre senza, proprio sfruttando tutte le possibilità concesse dalla superficie muraria non solo in orizzontale, ma anche in verticale. Qui vi sono anche due altre opere, una sorta di dittico fotografico a parete e a pavimento, e l’installazione audio Either/or (aut aut) di 6 minuti, da cui prende il titolo l’intera mostra. Nella prima sala ci aveva accolto Welcome on board, grande fotografia di un interno di aereo (cm 300×240, ink print su telo vinilico), tesa da quattro tiranti agli angoli, perfettamente simmetrica nella sua impaginazione, compreso il doppio ritratto della Regina Elisabetta che sorride da un poster con la scritta “Long to Reign over us”.

C’è da augurarsi che De Luca abbia lungo respiro, da maratoneta, e che, con l’aiuto di Bruciati il quale evidentemente ha fatto tesoro degli otto anni di esperienze maturate a Monfalcone (incredibile aver chiuso quell’esperienza), sappia muoversi in una situazione non facile. E per questo si può ben comprendere come, almeno in queste prime fasi, presti attenzione alla programmazione della Bevilacqua La Masa, una consolidata presenza istituzionale in un panorama regionale non fra i più entusiasmanti. Gli inizi per qualità di proposte e per frequentazione di pubblico fanno ben sperare.
Riccardo Caldura
mostra visitata martedì 19 febbraio

dal 15 febbraio al 22 marzo 2013

Teresa Cos, Enten-Eller

A cura di Andrea Bruciati

Via san girolamo 30 – (30174) Mestre (VE)

Orari: da lunedì a venerdì 10-17, sabato su appuntamento
Info: 041 5314424,
info@massimodeluca.it, www.massimodeluca.it

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