Spider&Empire
Alle ore 19 di sabato 23 settembre si udiva per le vie del centro di Padova una musica potente e straniante provenire dalle porte chiuse della Galleria Estro: l’opera di Cagol si stava proiettando sulla parete bianca della galleria. L’opera Spider&Empire metteva in parallelo immagini diverse: quelle di un incrocio stradale urbano, con lo zoom su un ragno intento a tessere la propria tela. Le due riprese hanno ritmi diversi, nel senso che il montaggio dell’incrocio è impostato sulla velocità e sull’accelerazione della quotidianità che vi si ritrae, mentre il lavoro del ragno viene esposto con metodica lentezza e fiera precisione.
Mondi distanti ma entrambi facenti parte della quotidianità presentati assieme proprio per indurre in stato di “attenzione” verso ciò che ci circonda, ma anche per proporci un altrettanto valido spunto di riflessione nei confronti delle cose, dell’ingegno umano, e del rapporto con la natura in generale. Il trentunenne Cagol non vuole lasciare nulla al caso e condisce il tutto con la ripetitività di una colona sonora vibrante e coinvolgente: musica che riesce ad accompagnare sia le sequenze veloci di Empire che la cadenza sorniona di Spider.
Rinkoboy
Alle 19.45 si riaccendono le luci, ma solo per un attimo perché dal buio totale appare “in posa da mannequin” Francesco Impellizzeri . Nei panni del più alla moda dei giovani discotecari, figlio della società dei consumi, vittima del mercato dell’oggetto…Impellizzeri si atteggia ironicamente al ritmo delle musiche di Stefano Savi Scarponi. La performance risulta essere una parodia del glamour e della società dei consumi in generale, ma nel suo ripetersi (la durata è di quasi 6 minuti, ma viene ripetuta per cinque volte) finisce per far perdere ogni traccia di ironia e stampa a caldo la repulsione per un mondo centrato sul denaro, sui luoghi comuni, sull’apparire e sugli stereotipi.
Cagol&Impellizzeri
Stefano Cagol lavora sulla base di ricerche effettuate nei confronti della fotografia e del cinema. Tutta la sua opera prende vitalità proprio nel video ( “Living in the Cities in North America “, “Entropia”) nei quali la decontestualizzazione della cosa comune (Marcel Duchamp insegna) assume non solo valenze “altre” ma anche fattezze inimmaginabili.
Francesco Impellizzeri lavora sia con l’elemento fotografico, che con la figlia del teatro (la performance) interpretando sempre personaggi che evidenziano problematiche legate sial al mondo maschile che femminile. I “Rinkoboy”, “Rokkodrillo”, “Madame’700”, “lady Muk”si nutrono di fumetti, cartoons, film, soap opera, videoclips, moda, pubblicità ….insomma di tutto ciò che oggi sembra costituire iil bombardamento di informazione.
Kranix
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Considero Impellizzeri uno dei piĂą grandi artisti italiani viventi.Francesco grazie di esistere!!!
Mi fa piacere che qualcuno apprezzi Francesco Impellizzeri...
ringrazio "follemente" tutti i miei fans!
francesco impellizzeri