I “fiolari”, cioè i fabbricanti di “fiole” (bottiglie), come venivano chiamati i vetrai nella Venezia
medievale, a partire dal 1291, al fine di evitare rischi di incendio, tramite
atto sancito dal Maggior Consiglio furono definitivamente trasferiti a Murano,
che diventa così l’isola del vetro per antonomasia.
Balsamari, anforette,
alabastron documentano questo periodo
“protostorico” del vetro, ma il secolo d’oro del vetro veneziano fu sicuramente
il Cinquecento, epoca in cui i vetrai lagunari scoprirono nuove tecniche decorative,
come quella del vetro lattimo, con il
quale ottenere decorazioni a filigrana, oppure l’incisione a punta di diamante,
o la tecnica di lavorazione detta “ghiaccio”. Tutte tecniche assai raffinate,
delle quali in mostra sono presenti alcuni esemplari di grande valore. Fu
sempre in questo periodo che si diffuse in Europa la façon de Venise, caratteristica lavorazione in filo vitreo
intrecciato con la quale si decoravano gli steli dei calici.
E mentre nel Seicento
l’artigianato del vetro veneziano si “istituzionalizza” – le fornaci muranesi
hanno l’obbligo di dare lavoro a tutti i maestri validi e un “assegno di
disoccupazione” a coloro che non riuscivano a impiegare – la crisi, innescatasi
con la peste del 1630, condurrà inevitabilmente alla chiusura di numerose
fornaci.
Con la caduta della Repubblica
(1797) l’industria vetraria subirà un definitivo arresto; si riprenderà
soltanto a partire dalla metà dell’Ottocento. Eclettismo, scienza e tecnica
convergono nei vetri prodotti in questo secolo dai maestri muranesi, i quali,
sollevati dagli obblighi di produzione di massa – grazie anche alla “pressa a
formare” realizzata negli Stati Uniti – potranno dedicarsi alla loro attività
vetraria con maggior fantasia ed estro.
Nel corso del XX secolo, il
vetro di Murano svilupperà sempre più il suo ambito artistico-sperimentale,
mentre la collaborazione venutasi a creare tra maestri vetrai veneziani e
artisti (ma anche architetti e designer) di tutto il mondo darà vita a “forme
di vetro” sempre più innovative e fantasiose. In mostra sono presenti, ad
esempio, opere realizzate dalla Fucina degli Angeli di Egidio Costantini su
disegno di Marc Chagall e Pablo Picasso.
Certamente le poche opere – che
comunque ci sarebbe piaciuto veder meglio valorizzate da parte della brava
allestitrice Daniela Ferretti – non bastano a testimoniare la ricchezza e la
varietà dei vetri di questo periodo, ma la mostra, anche a detta dei curatori
Aldo Bova e Chiara Squarcina non vuol essere esaustiva, ma da stimolo alla
scoperta (o riscoperta, per alcuni) di questo fantastico mondo fatto di
trasparenze e di colori assieme.
L’impulso dovrebbe venire dai
vari laboratori che sono stati previsti, per ragazzi e per adulti, e dall’ampia
e ben documentata sezione delle “conterie” (famose perline veneziane) che
fungerà da modello alle attività educative.
adriana scalise
mostra visitata il 10 dicembre
2010
dal 10 dicembre 2010 al 25 aprile 2011
L’avventura del vetro
a cura di Aldo Bova e Chiara
Squarcina
Museo Correr
Piazza San Marco, 52 – 30124 Venezia
Orario: fino al 31 marzo: tutti i giorni ore 10-17; dal primo aprile: tutti i
giorni ore 10-18 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso: intero € 8; ridotto € 5
Catalogo Skira
Info: tel. +39 04124005211; fax +39 0415200935; mkt.musei@comune.venezia.it; www.museiciviciveneziani.it
[exibart]
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