Categorie: venezia

fino al 25.V.2008 | Lawrence Carroll | Venezia, Museo Correr

di - 28 Aprile 2008
La retrospettiva veneziana di Lawrence Carroll (Melbourne, 1954; vive a New York e a Venezia) si apre curiosamente con un tributo a un artista che l’autore indica come “di riferimento” ma che candidamente non ci saremmo mai aspettati, tanto grande è la distanza -di età ma anche di poetica e modus operandi– che li separa. Dopo una prima sala con un’opera dalle dimensioni monumentali che funge da biglietto da visita, è infatti un’asciutta natura morta con bottiglie di Giorgio Morandi ad accogliere il visitatore, la cui sobrietà e compostezza dei toni è in realtà un anticipo della mostra che segue. Come sottolineato in catalogo, i due autori sono accomunati anche dal fatto di realizzare personalmente i telai, nonché di utilizzare sempre gli stessi semplici oggetti per sviluppare composizioni sobrie e statiche, sulle quali l’occhio indugia senza alcuna souplesse.
La mostra si sviluppa con un approccio essenzialmente installativo, in cui risultano di particolare interesse le relazioni volumetriche e di materiali che intercorrono tra le opere. Le materie che costituiscono tanto la pittura quanto la scultura di Carroll sono facilmente elencabili (tela, olio, legno, cera, filo di ferro, plexiglas) e sono costantemente impiegate con un lavoro che si potrebbe definire di natura essenzialmente processuale.

Ma, pur sviluppando una grande proteiformità spaziale, è paradossalmente poca la differenza che intercorre nella percezione dell’osservatore, tanto da avere l’impressione che l’artista stia in realtà realizzando -sebbene in diversi microcosmi contingenti- sempre la medesima opera, o variazioni su un unico tema dato, con notevoli affinità a ciò che avviene nella pratica musicale.
L’allestimento della mostra è stato quindi pensato, in maniera molto raffinata, come combinazione di piccoli sviluppi di una serie, e ciò fa percepire le opere collocate in ogni singola sala (che sono distanti nel tempo, nelle dimensioni, nelle forme) come una unità cogente, una sorta di minimo sintagma capace di senso, in cui le variazioni sono ridotte all’osso.

Ecco così delle foglie di edera verniciate dentro una cassetta che è anche una teca, o pezzi metallici inserirsi su tavole dipinte dall’aspetto consunto; o, ancora, secchi di plastica penzolare dalla recente ed enorme Untitled di oltre quattro metri di larghezza, in cui sono collocati oggetti d’uso comune (come frequentemente capita nel lavoro di Robert Rauschenberg) quali scarpe, cassette di legno, teli di nylon. E forse anche bianche e rotonde palle di neve. Solo che, essendo a Venezia, sono in limatura di vetro di Murano.

articoli correlati
Carroll e Riedell allo Studio Trisorio

daniele capra
mostra visitata il 24 marzo 2008


dal 15 febbraio al 25 maggio 2008
Lawrence Carroll
a cura di Laura Mattioli Rossi
Museo Correr
Piazza San Marco, 52 – 30124 Venezia
Orario: tutti i giorni ore 10-18
Ingresso: intero € 8; ridotto € 5
Catalogo Charta con testi di Laura Mattioli Rossi, Giandomenico Romanelli e Angela Vettese
Info: tel. +39 04124005211; fax +39 0415200935 mkt.musei@comune.venezia.it; www.museiciviciveneziani.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Essendo di classe sia opere ed allestimento (se non fosse per i testi interpretativi i quali, come dichiarato nel catalogo, dovrebbero costruire un ponte tra l'artista e lo spettatore), lo scarso "contrasto" con la essenzialità e la struttura a piccole stanze laterali destre del Correr che impedisce lo sbirciamento progressivo come in altri musei, costituisce un girare ogni volta l'angolo in un'altra raffinatezza (mentre, ad esempio, per la mostra di Lucian Freud portava aspettativa di nuova possibile rivelazione).
    Per questo, tanto più, ed in generale spero di essere stata testimone di un caso unico e disgraziato, i custodi che recriminano a voce alta mentre seguono a coppia i visitatori per le stanze e gli addetti ai vigili del fuoco che passano a controllare le uscite di sicurezza ridendo e, secondo loro, sbeffeggiando l'artista (in particolare l'opera con i secchi)sono stati trauma e disrispetto per noi presenti.

Articoli recenti

  • Mostre

A Modena Gate26A ospita le opere di Aleksandr Nuss dove la materia si erode e la luce rivela

Nei 19 metri quadrati dello spazio modenese Aleksandr Nuss propone un'indagine ontologica sulla percezione: l'immagine perde la sua funzione descrittiva…

26 Aprile 2026 21:59
  • Arte contemporanea

Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus. Giuseppe Chiari alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta

L'arte è facile, diceva Chiari. E la Galleria Susanna Orlando ne abbraccia la filosofia: cinquant'anni di attività celebrati con una…

26 Aprile 2026 21:26
  • Mercato

A Hong Kong, Christie’s mette all’asta la calligrafia

Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…

26 Aprile 2026 19:13
  • Cinema

«Fellini dirigeva immobile mentre tutto oscillava». Intervista al grande scenografo Dante Ferretti

83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…

26 Aprile 2026 14:00
  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30