Categorie: venezia

fino al 27.III.2008 | Claudia Buttignol | Treviso, Art Way

di - 13 Marzo 2008
Sanguigna, viscerale e a tratti inquietante, Claudia Buttignol (Orsago, 1945) allestisce una mostra divisa fra tele, carte e installazioni. Dove a predominare sono due elementi: un rosso scuro, decisamente color sangue, e bambole mutilate e seviziate con dovizia da serial killer.
Il bambolotto bebè al centro di un pentagono, con il volto macchiato di sangue, gli arti allungati, il vestito lacerato, non può non far venire in mente quel mondo horror che diviene particolarmente efficace quando mette al proprio centro l’immaginario infantile. Stesso discorso è valido per la testa di una bambola che ci guarda dall’alto, chiusa -anzi, recintata- in una gabbietta. L’installazione più spettacolare resta quella un po’ emarginata, in una nicchia dedicata, che presenta dieci valigie impilate l’una sull’altra. L’ultima è aperta, dipinta di rosso su un lato, piena di quelle che potremmo definire cianfrusaglie e ricordi del passato, tra cui l’immancabile bambolotto rovinato dal tempo e da una pittura bluastra che gli striscia sul viso.
Il concetto di ricordo, quindi, si accompagna con quello di dolore inteso in senso lato, sia psicologico che fisico. Perché se anche le malcapitate bambole sono un chiaro segno dell’innocenza in cui si viveva da bambini, ciò non significa che la dimensione corporea possa passare in secondo piano. Infatti, i giocattoli umanoidi che se ne stanno distesi e inermi, con la pelle bruciata e quasi erosa sono anche e soprattutto una metafora della morte fisica, della malattia, della degenerazione che la carne subisce nel tempo.

E il tempo è appunto reso manifesto dai vecchi diari dell’artista, quelli scritti e quelli dipinti in libri d’artista, e poi in sue vecchie foto, in piccoli oggetti o particolari che le sono appartenuti e che ora sono parte di piccole sculture, scatole aperte o trasparenti su cui incombe un velo tetro di vita strappata.
Infine si giunge al lavoro pittorico che, attraverso segni e forme astratte, comunica anche qui sentimenti di paura, rabbia e reazione al dolore, in tele di tecniche miste molto materiche in cui, tra gli elementi usati, troviamo il cuoio, ovvero una vera e propria pelle che viene trafitta dagli aghi che la cuciono sulla tela.

Per cogliere il massimo del pathos si consiglia di visitare la galleria durante l’orario notturno. Occupando uno spazio della zona Fonderia, vero fulcro della Treviso by night, la Galleria Art Way ha infatti deciso di restare aperta al pubblico non solo nei normali orari diurni, ma anche da mezzanotte alle due. Un’emozione da non negarsi.

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carolina lio
mostra visitata il 5 marzo 2008


dal 2 febbraio al 27 marzo 2008
Claudia Buttignol – Dolls
Galleria Art Way
Via Fonderia 79/b – 31100 Treviso
Orario: da mercoledì a venerdì ore 17-20 e 24-02; sabato ore 17-20; domenica ore 24-02
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel./fax +39 0422697095; info@artwaygallery.it; www.artwaygallery.it

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