L’idea di gioiello come oggetto ornamentale, prezioso e frivolo insieme, non è più sufficiente. Qui i gioielli sono come piccole sculture, come disegni e assemblaggi, ma soprattutto dimostrano lo stato della ricerca estetica e tecnica entro un campo, quello dell’oreficeria moderna, che gode di piena autonomia. Un soffio di novità vivace e dinamica coinvolge Padova, che organizza la seconda edizione di Pensieri Preziosi, rassegna di oreficeria contemporanea, che vede riunite nella cornice dell’Oratorio di San Rocco affrescato con storie del santo dal Padovanino, Helen Britton (Australia), Karen Pontopiddan (Danimarca), Cristiane Forster (Germania), Mari IshiKawa (Giappone), Susan Cross (Gran Bretagna), Roberta Bernabei, Alessia Semeraro e Annamaria Zanella (Italia).
Il gioiello si slega dai limiti del materiale prezioso per attingere alla realtà, affiancando all’oro e all’argento materiali come la carta, il legno bruciato, la plastica, il silicone, i sassi, l’acciaio, il vetro e i tessuti, stabilendo nuovi confini cromatici e di texture.
Ecco allora le collane in carta di gelso giapponese (koto), di Mari Ishikawa (Kyoto, 1964), che mantiene forte il legame con le tradizioni del proprio Paese nell’utilizzo di materiali naturali, con prevalenza del rosso, colore del sangue e del sole, e dell’argento, colore della luna e della luce bianca.
Inserisce chiari elementi figurativi Karen Pontopiddan, (Kerteminde, 1968) nelle sue spille d’argento, in cui si possono trovare incisi animali nell’analisi dei loro particolari anatomici -come in Cane e Avvoltoio– o le sagome di due pugili –Boxers– che affiorano lievemente dall’argento.
La raffinatezza di Alessia Semeraro (Palmanova, 1966) si rivela nel suo amore per il monocromo, tanto da titolare una spilla di ferro che ricalca la superficie della tela Omaggio a Newman 2, mentre Jazz Band 3, minimale spilla in ferro e argento, non è priva di richiami spazialisti. In alternativa al metallo Semeraro esprime particolare efficacia materica con l’uso di legno bruciato, a comporre anelli cubici come tizzoni ed eleganti collane nere.
Gioca con le forme, i colori e i nomi, Helen Britton (Lithgow, Australia, 1966). Stagno è una spilla in plastica, argento e pittura, in cui la trasparenza della plastica simula l’acqua che racchiude tanti fiori-perle dai colori fluorescenti; Anello bouquet è il modo per portarsi sempre al dito un mazzo di fiori.
L’oreficeria, agile e delicata come i suoi prodotti, dimostra la sua profondità nel saper cogliere influenze astrattiste e informali, rendendole più appetibili attraverso l’oggetto ricercato, più intime, in qualche modo a misura d’uomo, avvicinandoci alla natura artigianale della realizzazione.
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giacomo malatrasi
mostra visitata il 16 dicembre 2005
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