La Traghetto è una galleria storica di Venezia, con un passato glorioso e un presente che deve tenergli testa. Elena Povellato, che la gestisce solo da qualche anno, deve tenere conto di questa storicità così come non può ignorare la propria personale vocazione alla ricerca contemporanea. Ha quindi scelto il difficile compito di fare slalom tra passato e presente.
La mostra con cui chiude il programma di quest’anno presenta due artiste contemporanee eterogenee tra loro. Di fatto una doppia personale. La prima sala ospita Tabula rasa, dell’artista tedesca Elke Siml, mentre nella seconda parte della galleria la giovane giapponese Yukako Ando espone le opere del ciclo Motivation Hammer. Entrambi i progetti sono realizzati appositamente e, nel caso di Elke Siml, le opere sono fortemente legate alla città ospite.
Tabula rasa è, infatti, costituita da dipinti su plexiglas i cui soggetti richiamano la singolare indagine che l’artista ha effettuato tra gli abitanti di Venezia: chiedere loro di descrivere che cosa vedono affacciandosi dalla propria finestra. La risposta viene filtrata da Siml che conosce pochissimo l’italiano e per niente i soggetti intervistati. Così nell’opera finale vivaci e colorate sagome di persone e oggetti si muovono confusamente sul supporto trasparente, in una Venezia irriconoscibile e fuori dagli standard tradizionali, descritta non attraverso paesaggi o stereotipi turistici, ma così come viene vissuta dai propri abitanti.
E’, invece, con i propri e critici occhi che si e ci osserva Yukako Ando. Ci parla dei suoi difetti, di “quei lati di me stessa che proprio non mi piacciono” e che tenta di correggere martellandosi sulla testa. Lo fa in un video dove travestita da chiodo dove si assesta dei colpi che l’affondano in un tavolo. Più minacciosa è invece l’installazione di sculture in cera: una serie di sei tronchi del suo braccio che impugnano un martello giusto sopra le teste dei visitatori, pronte a colpire. L’intento è chiaro: rappresentare forza e debolezza di ciascuno, capaci sia di analizzare i nostri punti deboli, sia di essere spietati con quelli altrui.
carolina lio
mostra visitata l’8 dicembre 2004
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