Categorie: venezia

fino al 3.IV.2005 | Vetri nel mondo. Oggi | Venezia, Palazzo Franchetti

di - 2 Dicembre 2004

La storia millenaria del vetro, già noto agli antichi Egiziani, brilla d’innumerevoli incanti. Plinio si stupiva per il portento prodotto dal fuoco, che prende la sabbia opaca e coprente, per trasformarla in quello straordinario materiale che si lascia attraversare dalla luce.
L’originaria miscela amorfa di sabbia silicea e ossidi di sodio e di calcio, passata attraverso il fuoco di fusione, raffinata, diviene, con la lavorazione, materia trasparente, fragile e leggera, aperta a dar vita alle più svariate espressioni. La storia dei vetrai veneziani è intrecciata a quella del “segreto” che non doveva varcare i confini della Repubblica del Leone. La Serenissima, gelosa dei propri artigiani, vietava ai maestri vetrai di lasciare la città e lo Stato Veneto senza permesso, considerando un traditore chi osasse farlo. Per compensare il divieto, in deroga alla consuetudine divenuta legge, permetteva ad un patrizio che sposasse la figlia di un vetraio, di mantenere e trasmettere ai discendenti i privilegi dell’aristocrazia. Potenza del vetro!
La curatrice Rosa Barovier Mentasti ha oggi aperto le porte delle lussuose sale del restaurato Palazzo Franchetti agli artisti del vetro di tutto il mondo. Negli ambienti rivestiti di magnifiche sete sono giunte opere dalla Germania e dall’Australia, dagli Stati Uniti e dalla Francia, dalla Svezia e dal Giappone, dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca, a dar prova della proteiforme versatilità del vetro e le sue potenzialità artistiche. Pier Luigi Pizzi ha curato la messa in scena utilizzando, in un allestimento seducente e illusionista: vetrine fatte di specchi che raddoppiano le forme, mettono in curiosa relazione dialogica i pezzi tra loro e con gli spazi che li contengono, riflettono soffitti a cassettoni per terra, catturano la forma a ciocca di un lampadario sul pavimento, creano sfondamenti illusori. Mentre i riflessi dell’acqua e della luce del Canal Grande entrano nella concertazione dell’incantevole equivoco ottico, a formare un insieme davvero sorprendente.

Federica Marangoni
accoglie in mostra con L’Archivio della memoria, una lastra di vetro curvato ai piedi del quale giacciono le lettere che compongono storia e storie. Laura de Santillana unisce foglia d’argento, bronzo e gesso a vetro soffiato, compresso e sagomato e plasma sagome dalle pieghe che evocano sensualmente ventri di donna e che si stagliano sullo sfondo di un raffinatissimo quadro- specchio di Alessandro Diaz de Santillana.
Il colore gioca nell’opera di Marie Aimée Grimaldi che modella con ironia giocosa teschi con pasta di vetro e nell’installazione dello statunitense Richard Marquis, Venice car, che riflette una bizzarra flotta di barche con le ruote sul pavimento con tutte le strisce multicolori come fossero caramelle. Mentre bianche opacità e trasparenze caratterizzano i fiocchi di neve e di grandine del giapponese Ritsue Mishima. Carlo Moretti fa di Magma un’opera astratta che unisce suggestioni liquide e densità materiche, mentre Marina e Susanna Sent creano Debutto, un singolare vestito di vetro che si lascia attraversare dalla luce.
Il gioco di specchi (materia vitrea che i muranesi rivendicano come propria invenzione) dell’allestimento teatrale mette in scena l’ambiguità della percezione e l’evanescente limite che, neanche nel quotidiano, separa completamente il reale dall’illusorio.

myriam zerbi


Vetri nel mondo. Oggi
A cura di Rosa Barovier Mentasti
Allestimento di Pier Luigi Pizzi
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti a Palazzo franchetti
Campo Santo Stefano (Vaporetto linea 1 fermata Accademia o S. Angelo)
Orari: tutti i gg 14 – 19; sab., dom. e feste 11-19. Ch. 24,25,26, 31 dic. 2004 e 1 genn. 2005.
Ingresso: intero € 7 ridotto € 5.
Catalogo Cierre Edizioni
Per informazioni: tel. 0412407711; info: invsla@istitutoveneto.it
www.istitutoveneto.it


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