La manualità è un aspetto ormai
trascurato nella valutazione e nella creazione di unâopera dâarte. Tanto che
esistono studi di professionisti in grado di prestar opera per dare forma alle
idee di un artista, e la lavorazione di certi materiali viene lasciata alla
maestria di valenti artigiani. Si tratta di un atteggiamento ormai diffuso e
storicizzato, a cui verso la metĂ degli anni â60 cercò di opporsi un gruppo di
artisti americani, riunitisi attorno a Ron Nagel e Peter Voulkos, interessandosi alla riscoperta
delle tecniche artigiane europee. Tra questi il piÚ noto è Richard Marquis (Bumblebee, Arizona, 1945; vive a
Venezia).Dopo un primo periodo dedicato
alla ceramica, ottenne una borsa di studio per lâEuropa e decise di
approfondire la lavorazione del vetro, riuscendo a farsi ospitare nella celebre
vetreria Venini a Murano. Qui, direttamente in fornace, acquisĂŹ le tecniche e
la capacitĂ per la modellazione del vetro, continuando anche in seguito, negli
Stati Uniti, a reinventare motivi tradizionali e innovativi.In quarantâanni di attivitĂ ,
Marquis ha sviluppato un ironico e vivace stile postmoderno, che non sembra
azzardato affiancare, soprattutto per i suoi lavori degli anni â80, al coevo
immaginario domestico dellâOfficina Alessi guidata da Alessandro Mendini o agli interni di Memphis. Del resto, un esplicito
interesse dellâartista americano per la creativitĂ italiana è confermato dalle
sue Marquiscarpa,
che reinterpretano i celebri piatti di murrine disegnati per Venini da Carlo
Scarpa negli anni
â40. Una di esse è tra le opere in mostra alla Galleria Caterina Tognon.
La accompagnano due nuove serie di
lavori che prendono ispirazione da motivi storici. Il primo è la tecnica del
camouflage utilizzata dalla marina inglese tra il 1917 e lâinizio della Seconda
guerra mondiale, frutto di unâinedita collaborazione tra Royal Army e Royal
College of Arts. Le navi venivano dipinte con colorate fantasie geometriche, a
righe o macchie irregolari, ispirandosi alle avanguardie europee, venendo cosĂŹ
percepite con dimensioni e proporzioni alterate dagli strumenti di rilevazione
della posizione utilizzati in quel periodo. Marquis ha ripreso questi motivi razzle
dazzle per creare
alcuni pannelli e Boats, realizzati secondo una tecnica da lui ideata: dopo aver preparato
piccole canne di vetro, vengono fuse in lastre, risistemate negli stampi,
passate in forno e successivamente riassemblate con la fiamma ossidrica.
Lâaltra serie di opere si ispira
alle gare di avveniristiche automobili artigianali sul deserto salato del
Bonneville, presentando sculture dal corpo in canna di vetro soffiata a cui
sono state unite ruote di legno. Nonostante lâinnegabile perizia tecnica e il
piacevole e ironico gioco dei colori, soltanto la Teapot Cartoon Car sembra emanciparsi da un carattere
forse troppo compiaciuto, facendo partecipare anche lo spettatore della verve
di queste ultime realizzazioni. articoli correlati
Vetri di oggi a Venezia
Scarpa lâarchitetto totale
Design fatto a mano
Ceramiche sovietiche
stefano mazzoni
mostra visitata il 12 giugno 2010
dal 20 marzo al 3
luglio 2010
Richard Marquis â Razzle Dazzle Man
a cura di Grainne
Sweeney
Galleria Caterina Tognon Arte Contemporanea
Calle del Dose
(San Marco 2746 â Accademia) â 30122 Venezia
Orario: da
martedĂŹ a sabato ore 10-13 e 15-19.30
Ingresso
libero
Catalogo
disponibile
Info: tel./fax
+39 0415207859; info@caterinatognon.com;
www.caterinatognon.com
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