Il gruppo di artisti in concorso è piuttosto eterogeneo nei mezzi usati e nelle tematiche affrontate, ma appartiene in gran parte alla grande famiglia di Exit, mostra di apertura della Fondazione Sandretto a Torino. Evidentemente la scuderia-Bonami sta facendo tendenza, per una serie di fattori (ricordiamoci che siamo a Venezia in attesa della biennale che Bonami stesso dirigerà), non ultimo quello meramente probabilistico, visto l’alto numero di artisti in mostra alla Sandretto. Il format del premio Furla però permette fortunatamente di evitare l’accumulo di troppi artisti e dà ad ognuno di loro abbastanza spazio per presentarsi adeguatamente.
Stefania Galegati , ad esempio, presenta un video, tre dipinti ed un’installazione (l’inquietante samurai in terracotta radioattivo che ha vinto il premio della critica per la giovane arte italiana nel 2001); piacevole il corto Passeggiata in Paradiso in cui all’idillio stile pubblicità del canone RAI tra due vecchietti che si ritrovano 50 anni dopo il loro incontro durante la resistenza, si contrappone una disturbante scena di sesso tra i due.
Diretta e sconcertante la video-installazione di Sarah Ciracì Un’estate a Bikini, dove lo spettatore steso su una sdraio con una bibita fredda in mano è improvvisamente tempestato da luci stroboscopiche ad intermittenza ed immagini fluorescenti di un fungo
Domina la mostra il sonoro ossessivo dei video di Domenico Mangano, poeta visivo di un nuovo Lamento per il Sud. Nostalgia, speranza e naufragio i suoi temi, ben espressi. Interessanti le fotografie, tracce di luoghi cancellati su cui si sovrappongono vecchie foto magnetiche di persone appartenenti al passato. La veste grafica della mostra di Michelangelo Pistoletto ben si addice al clima di queste opere: la scritta a matita ‘fame’ ed il suo duplice significato in italiano
Gli altri due artisti in gara sono meno convincenti: Gianni Bugno di Massimo Grimaldi è un oggetto in sé interessante, con quegli effetti optical del pvc con il pavimento alla veneziana, ma l’idea di chiamare un oggetto con un titolo che poco si associa alla sua immagine ed il video di Sade presentato come ready-made odorano di dejà vu .
Tecnicamente abilissimo Pierpaolo Campanini, iperrealista descrittore di oggetti impossibili. Ma forse troppo freddo e lontano dalla comprensibilità del “fruitore medio”.
Il 12 aprile si saprà il nome del vincitore cui saranno devoluti 15.500 euro.
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valeria burgio
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tra qualche giorno facciamo sondaggino, cosi vediamo.
vince il premio furla 2003: sarah ciracì....involontariamente a molto a che vedere con gli eventi attuali , è l'opera dagli effetti + forti, se ne sono accorte pure le donne delle pulizie. Beata lei si farà davvero davvero una vacanza a bikini con 15000euro!
sempre i soliti curatori i soliti artisti.
nel 2001 Sefania Galegati appena dopo aver vinto il premio sopracitato, è stata tra i finalisti del PS1 a Roma Palazzo delle Esposizioni curato da Giacinto di Pietrantonio...etc etc
mi chiedo: non è che se non ci fosse quest'organizzazione di premi e manifestazioni questi artisti e critici non avrebbero poi tutta questa visibilità???
Tra tutti la cosa più interessante a mio parere era proprio il videoclip di Sade (grimaldi) perchè propone una preferenza del tutto personale da condividere o meno, e gioca con una filosofia semplificata sui ruoli: fare arte/gusto collettivo/nuovo etc..
Noiosissimi e scontati i lavori di sarah cicarì, con la solita menata della bomba che poi scompare (non fa paura, non fa pensare, non dà niente, è solo un giochetto di luci neanche tanto fastidioso). Il video di calegati sui vecchi che possono fare l'amore senza dare scandalo (...?). Di campanini ottima tecnica ma preferivo i vecchi lavori, in fondo la sua pittura non ha bisogno di tutte quelle semplici complicanti, ...giusto? Per finire: buone le foto di mangano, meno i video.