Luca Barzaghi, Letizia Cariello e Meri Gorni, questi i nomi degli artisti che Gabi Scardi (curatrice dell’evento) ha scelto di far esporre presso la Galleria Estro. Tre nomi, tre poetiche, tre stili che accomunati sotto l’ala della memoria osservano se stessi per illuminare sulla condizione particolare delle esperienze vissute, dei sentimenti provati, delle gioie condivise, delle sofferenze accantonate. Ognuno propone come meglio sa fare le tracce lasciate dal vissuto, delineando i segni che hanno marchiato a caldo l’animo e il fisico: si anche il fisico risente/esibisce dell’incedere delle esperienze. Luca Barzaghi propone fotografie sistemate come istanti pescati dal quotidiano ma di un impatto espressivo forte e determinato: un B/N sfuocato che rievoca atteggiamenti rapidi e furtivi, come se si fosse immortalato non un gesto, ma una intimità da coccolare per proprio conto; nei disegni invece il nero catramoso domina sulla frettolosità del segno che sagoma figure d’ombra: in tre posture differenti i tre lavori su carta tendono a minacciarci con un dolore vissuto, con qualche sofferenza arcana estratta a caso dalla girandola di emozioni private che l’artista in qualche particolare periodo della sua vita ha assorbito, subliminato quasi . Barzaghi si stacca da se stesso e si dipinge, ci dipinge. Altro da se, spettatore non unico della propria biografia ci mostra frammenti e ci lascia interpretarli a nostro piacimento, come se fossero nostri…di tutti.
Alla galleria Estro è quindi di scena il richiamo a elementi del passato, della fantasia, del quotidiano. Scritti a forza con i mezzi espressivi più disparati e con le desinenze proprie agli artisti. Un diario del cuore che lascia intravedere dove si trova la chiave per poterlo aprire. L’invito a fare proprie le esperienze altrui è palese, così come è assodata la dimostrazione di come l’uomo sia per certi versi “unico” nel modo di respirare il ticchettio del tempo. Biografiche o meno, le opere di “Appunti” sono l’espressione di ogni persona dinnanzi al normale vivere
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