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Fino al 7.I.2000 | Modigliani e i suoi. | Disegni inediti, celebri dipinti e artisti da riscoprire | Venezia, Fondazione Giorgio Cini

di - 8 Novembre 2000

Cerca di raccontare la ragnatela di relazioni del “clan” Modigliani, questa raffinata mostra,ed ha il suo nucleo fondamentale nell’opera della + recente compagna del livornese: Jeanne Hébuterne. Originale cronaca della produzione artistica di uno strano nucleo familiare allargato le cui vicende hanno come teatro Montmartre e Montparnasse degli anni ’10; l’esposizione porta nuovamente Modigliani a Venezia, prima città in Italia,nel 1922, ad avergli tributato un riconoscimento ufficiale. André Hébuterne , Dorignac, Herbin, Kisling, Orloff sono solo alcuni degli amici dell’artista che il ci sottopone nel tentativo di ricostruire, non una scuola, non un’epoca ma un frammento della koinè creativa parigina del primo ‘900. E questo frammento trova in Modì il suo nucleo aggregatore.

Una serie di documenti e foto riguardanti la vita di Modigliani aprono il percorso, che la Fondazione Cini ci propone, e altri se ne trovano nelle successive sale in modo da legare tacitamente l’arte con la quotidianità. La prima parte della mostra, quella forse più organica e compiuta, ruota attorno alla coppia Jeanne Hébuterne-Modì ed è completata dalle opere del fratello di lei, André: una crescente stilizzazione che l’avvicina gradualmente alle opere del compagno traspare dai 60 disegni della donna. Sono ritratti del fratello , della madre ma anche nudi, autoritratti con alcune concessioni ai paesaggi urbani, schizzi che idealmente dialogano con le opere di Amedeo tra le quali spiccano splendidi dipinti quali “Il nudo seduto” e “La giovane Lolotte”. Ma un’altra presenza completa la prima parte della mostra, quella di André Hébuterne, unico del gruppo legato all’accademia , nei cui soggetti familiari e quotidiani è ancora evidente la lezione di Cézanne. Il resto della mostra, per quando abbia il merito di dare rilievo a personalità poco conosciute o del tutto dimenticate dal grande pubblico, è un caleidoscopio di soggetti, stili e personaggi, in cui l’unica chiave di lettura possibile è il riconoscimento della molteplicità di tendenze caratterizzanti la Parigi degli anni ’10.Si passa dal cubismo di Herbin alle sculture della Orloff attraverso i disegni di Jacob, in un vortice di altre difformi personalità artistiche. L’unica figura che organicamente emerge, proprio nel punto di cesura espositiva fra i tue nuclei del percorso, è Dorignac, i cui formidabili monocromi valgono da soli, come i dipinti di Modì, una visita alla Cini.

Discretamente allestita , con pannellistica sintetica ai limiti dell’esiguità, l’esposizione è certamente piacevole. Il gran numero di disegni, genere spesso poco frequentato e ancor meno apprezzato dal grande pubblico non precipita fortunatamente l’esposizione in una nicchia totalmente specialistica. Certo il gran numero di autori presenti a fine percorso, senza ulteriori spiegazioni , se non quelle programmatiche di inizio mostra , può suscitare nel visitatore un certo disorientamento, ma, data la tematica, non era facile ovviare al problema. Infine l’aver messo in evidenza, senza creare gerarchie, alcuni eminenti “sommersi “ come gli Hébuterne e Dorignac accanto all’elegante “salvato” merita comunque un plauso.


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Paola Romi




Fondazione Giorgio Cini, isola di San Giorgio, Venezia.
Fino al 7.I.2000. Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.25 dicembre e 1 gennaio chiuso. Biglietto: intero 10000, ridotto 7000.
L’isola si raggiunge dalla Ferrovia, da piazzale Roma, Tronchetto e San Zaccaria con la linea ACTV 82 rosso (ogni 10 minuti). Piccolo bookshop all’inizio della mostra.Esposizione e catalogo a cura ci C.Parisot. Data l’assenza di un pieghevole esplicativo che agevoli la visita si consiglia di visitare http://www.cini.it/fondazione/07.manifestazioni/mostre/modi/modi.html



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Visualizza commenti

  • Che bella scoperta questi Hébuterne, molto interessanti.
    Aggiungo alle critiche mosse la mia: i pannelli dedicati ai documenti storici non avevano alcuna didascalia, illeggibili ed erano completamente scollegati dal resto della mostra. A che servivano? Forse semplicemente a costringere i visitatori a comprare il catalogo. Inoltre: siamo sicuri che da questa mostra salti fuori un degno spaccato della vita culturale parigina del '900 o, almeno, di quella che girava intorno a Modigliani? Io ho qualche dubbio. Ultimo: alla mostra c'erano, logicamente, molti francesi e stranieri. E le traduzioni dei pannelli (almeno in inglese)?. Siamo a Venezia, città di turismo internazionale, o no? Complimenti per la recensione.

  • ho visitato la mostra l'8/11, ero andata quasi esclusivamente perchè avevo letto il nome di Picasso sul manifesto...da questo punto sono rimasta un po' delusa perchè pensavo di trovare di più di un disegno.
    CMQ sono rimasta molto colpita da Jeanne Hèbuterne, da Andrè H. ....è stata uan scoperta molto interessante..soprattutto perchè in Jeanne mi riconosco..
    Saluti Valentina

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