La mostra si propone didatticamente di illustrare la
progressione cronologica della vita e delle opere dellâamericano, con
particolare riguardo agli anni della formazione, quando si assiste a
unâevidente fascinazione per il Surrealismo e la psicanalisi. In Senza
titolo (Autoritratto
allo specchio) (1938),
il tema del taglio dei capelli suoi o della moglie è unito alla presenza di una
palette di colori abbastanza omogenea, nella quale spicca lâuso di un
particolarissimo colore rosa che si ritrova in tutta la sua produzione.
Uno dei pregi maggiori della mostra
lâilluminazione delle tele, colpite da luce diffusa e mai diretta, lasciando
cosĂŹ allo spettatore la possibilitĂ di godere appieno delle tinte perfette
utilizzate dallâartista.
Nella stupefacente fase surrealista, ciò che colpisce lo
sguardo è il fondo delle tele, come se il mestiere della pittura fosse sempre
in primo piano rispetto al soggetto. Con il passare degli anni, la produzione
di Gottlieb si stabilizza nellâutilizzo di alcune forme archetipiche, i
cosiddetti pianeti,
figure ovoidali sospese allâinterno dei suoi lavori, a volte accompagnate da
segni di scrittura non decifrabile, a volte lasciate a occupare lo spazio
perfetto della tela.
La pittura di Gottlieb, come del resto quella di Marc
Rothko, suo amico
e sodale, è un mestiere meditato. Il momento della pittura è tuttavia vissuto
con serenitĂ , in uno stato dâanimo che lo differenzia da Rothko e che ben
emerge nella stesura compatta e omogenea e nellâutilizzo delle tinte. I blu, i
rosa, i gialli, anche quando rappresentano momenti di introversione, sono
sempre carichi di speranza.
Unâallegria del mestiere della pittura che si evince
particolarmente nella tela Paesaggio Immaginario (1969), dove il nero e il grigio
esprimono un tessuto di emozioni chiarificato dalle figure sovrastanti, piene
di colore vivo e pulsante.
Il percorso si svolge impeccabilmente allâinterno delle
sale, dimostrando come lo spazio sia molto piĂš adatto a ospitare mostre
monografiche piuttosto che grandi collettive. Gli spazi sono ben occupati dalle
grandi tele della serie Burst (1973), opere del periodo piĂš celebre dellâartista
americano e che hanno fatto parlare di influenze orientali e mistiche nella sua
arte.
Prendendo a prestito le parole del curatore, al di lĂ
dâogni possibile influenza, una cosa sola è certa: âGottlieb era uno che si divertiva
un sacco!â.
Peggy
e la nuova pittura americana
chiara di stefano
mostra visitata il 3 settembre 2010
dal 3 settembre 2010 al 9 gennaio 2011
Adoplh
Gottlieb â Una retrospettiva
a cura di Luca Massimo Barbero
Collezione Peggy Guggenheim â Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701
(zona Accademia) â 30123 Venezia
Orario: da
mercoledĂŹ a lunedĂŹ ore 10-18
Ingresso:
intero ⏠12; ridotti ⏠10
Catalogo
Giunti
Info: tel. +39 0412405411; fax +39 0415206885; info@guggenheim-venice.it; www.guggenheim-venice.it
[exibart]
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