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Fino al 9.II.2019 | Radical, Linea di principio | Fondazione Berengo, Venezia

di - 1 Febbraio 2019
Ha inaugurato venerdì 7 dicembre, tra le sale di Fondazione Berengo presso Palazzo Franchetti a Venezia, la prima mostra del ciclo Radical implementata dal duo artistico Penzo+Fiore.
L’idea di realizzare un ciclo di mostre che ha come filo conduttore il vetro in una chiave completamente innovativa nasce da un’idea di Adriano Berengo che grazie alla sua fondazione è leader di progetti innovativi e di collaborazioni tra maestri del vetro ed artisti contemporanei del calibro di Ai Weiwei e Tony Cragg, per citarne alcuni, già fin dal 2009 con il progetto Glasstress. Questa volta Berengo, chiedendosi in che modo si potesse superare il fascino che è da sempre legato esclusivamente al materiale in sè, ha pensato al vetro in maniera metaforica, proponendo a Penzo+Fiore di portarlo a un livello successivo.
La decisione di non mettere a punto una semplice mostra fine a se stessa ma un progetto duraturo che vedrà susseguirsi più mostre, riflessioni, talk e workshop, e che diventeranno il materiale di una pubblicazione, nasce dall’esigenza del duo Penzo+Fiore di creare qualcosa di dinamico e duraturo che permetta a messaggi e pensieri condivisi in questi eventi di essere colti in modo completo e approfondito dai visitatori.
Nonostante la fondazione sia sempre stata molto sperimentale, il ciclo Radical, come suggerisce la parola, è un primo esperimento in cui la ricerca del vetro rinuncia totalmente al materiale per dar spazio al concetto. Un atto di estremo coraggio da parte della fondazione, la quale ha ragionato sull’esigenza di passare a un livello oltre e altro per dare spazio a una nuova interpretazione.
Un vetro, quindi, non più pensato e ammirato per i giochi di luce prodotti dalla sua trasparenza, per l’accostamento di colori o gli effetti della lavorazione, ma un vetro di cui si riflettono le caratteristiche contraddittorie: duro ma che si rompe se non maneggiato con cura, quindi fragile ma che può far male, tagliare e allo stesso tempo può proteggere.
Radical, Linea di principio
La prima mostra che inaugura questo progetto sperimentale è Linea di principio, curata da Daniele Capra, con le opere di Nemanja Cvijanović e Giovanni Morbin. Il curatore spiega: “L’idea era quella di cambiare linea, e sulla parola linea si è iniziato a riflettere: è un elemento che racchiude delle cose ma anche un elemento generativo, da qui il nome Linea di principio. Una linea che propone un cambiamento e che possa stimolare il suo superamento, non una barriera”.
Sono proposte al pubblico opere dei due artisti, Morbin e Cvijanović, realizzate appositamente per la mostra, a parte un video dell’artista italiano che testimonia una performance del 2014 sull’attraversamento del confine tra Italia e Svizzera, in cui è centrale il concetto di linea aperta, oltrepassabile.
Morbin riesce a superare addirittura la linea del suo corpo con l’opera Non sto più nella pelle, nella quale utilizza il suo sangue, rendendo il suo corpo generativo.
In una delle sue nuove opere, invece, Cvijanović è partito da una linea che compone una scritta di cui si è provato a cancellarne le tracce sul muro esterno della Chiesa di Santo Stefano vicino a Palazzo Franchetti per riproporla in maniera perpendicolare all’interno del palazzo, in modo da rendere indelebile quel messaggio così forte per essere ignorato. Allo stesso modo è difficile non rimanere colpiti da quella voce che fa da sottofondo all’esperienza della mostra: un lavoro audio in cui vengono lette le lettere dei condannati a morte della resistenza italiana.
Tutto questo fa parte del primo appuntamento di Radical, un progetto che accompagnerà il visitatore a scoprire passo dopo passo i diversi aspetti che si nascondono oltre la pura materialità del vetro.
Ilaria Zampieri
Mostra visitata il 7 dicembre
Dal 7 dicembre 2018 al 9 febbraio 2019
Radical, Linea di Principio
Fondazione Berengo
Palazzo Cavalli-Franchetti
San Marco 2847
Venezia, 30124
Orari: da Giovedì a Sabato 14.00-18.00
Info: www.fondazioneberengo.org

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