Sulle pareti bianchissime della galleria, illuminate dal fulgore algido dei faretti, campeggiano grandi fotografie in bianco e nero, cadenzate, silenziose e immote. Nezir, il cavallo nero viene fermato. L’obiettivo con lo zoom lo avvicina e lo seziona: solo il collo, o la groppa, o parte della testa o la coda si stagliano sul bianco del fondo di ogni foto, profilandosi come vivide forme di una narrazione fiera, energica e elegante. Ad ogni scatto emerge una nuova identità figurativa, la realtà non viene superata ma trasfigurata, l’artista modifica il dinamismo vitale dell’animale scomponendolo in unità volumetriche che si susseguono in fluide sequenze ritmiche. Le immagini, tutte in formato 117×117, prive di piacevolezze decorative, sono maestose e vibranti di un moto colto in potenza, mentre le scatole di plexiglas che le contengono, creano suggestive cornici con l’ombra riflessa.
Matthias Petrus Schaller, tedesco che ha scelto di vivere in laguna, ha voluto intitolare la mostra “Prometea” per collegare la sua operazione artistica con quella scientifica di Cesare Galli, professore che l’inverno scorso a Cremona è stato il primo a clonare una cavalla, chiamandola, appunto, Prometea.
Un filo sottile unisce i due eventi con tutto il carico di turbamento che precede e esclude l’atto definitivo del giudizio. L’indomita forza della natura tradotta in nitide concentrazioni formali conserva nell’impatto visivo la straordinaria e lucida incisività di un’emozione. Il nuovo spazio della galleria ne è pervaso. “Ho voluto creare a Venezia, patria di grandi eventi, uno spazio-laboratorio che crei un po’ di fermento culturale in una città dove questa tipo di struttura mancava” dichiara entusiasta ad Exibart la giovane gallerista Michela Rizzo, mostrando, a pochi passi dalla galleria un ampio spazio pensato come luogo d’incontro e scambio che possa interagire con quello della galleria dando vita a discussioni tra cultori di discipline diverse in modo da poter “partire dalle immagini per poi divagare dilatandone i confini”.
myriam zebi
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