Continua il programma espositivo che intende far conoscere e promuovere la Collezione Salce, una delle due più importanti raccolte di manifesti esistenti al mondo che conta quasi trentamila affiches d’epoca.
Nando Salce cominciò giovanissimo nel lontano 1895 a raccogliere ed acquistare quelli che erano i primi esempi di grafica pubblicitaria finalizzata alla comunicazione di massa. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1962, il Comune di Treviso si attivò per trovare un luogo in cui custodire tale patrimonio e si decise per il Museo Civico. Da alcuni anni si susseguono in diverse sedi le mostre tematiche (“Il cinema”, “Le Dolomiti”, “Belle Epoque”) e quelle monografiche su singoli autori presenti nella collezione come Marcello Dudovich, Luciano Mauzan, Leonetto Cappiello.
Questa esposizione sulla Secessione Viennese (1898-1905) si rivela particolarmente importante perché, grazie anche ai prestiti del Museo di Arti Applicate di Vienna, si possono ammirare splendide e rare opere grafiche di Gustav Klimt, Josef Maria Olbrich, Koloman Moser, Alfred Roller, Adolf Böhm, Ferdinand Hodler. I due temi ricorrenti sono il recupero dell’immagine mitologica in chiave simbolica, come nei capolavori di Klimt dove compaiono Athena, Teseo ed il Minotauro, Medusa, ed il proliferare dell’ornamentazione che partendo dalla figura umana invade lo spazio, lo riempie, coinvolgendo i caratteri tipografici che si dilatano, si espandono, fino a diventare anch’essi elegante e raffinata decorazione. Esemplari in questo senso appaiono manifesti di Alfred Roller del 1902 e del 1903.
L’altro aspetto caratterizzante il periodo della Secessione è una sorta di razionalismo, che si manifesta nelle linee rette, nell’attenzione per le forme geometriche ispirata da un’intenzione cartesiana di misurare lo spazio vuoto, lontana dal coevo ed esuberante gusto jugendstill. Basti osservare le forme e l’impaginazione grafica nei manifesti di Koloman Moser del 1902 e di Alfred Roller del 1901/02, oppure l’architettura dell’icona del movimento secessionista, il notissimo Palazzo di Joseph Maria Olbrich, riprodotto nel manifesto utilizzato per la II mostra del gruppo nel 1898.
Non mancano i riferimenti alla natura, come nei raffinati fiori rossi di Johann Victor Krämer (1901) e negli scorci di cielo e nuvole del pittore Ferdinand Hodler (1904), secondo il suo inconfondibile stile. Accanto ai manifesti sono presenti cataloghi d’epoca e la rarissima rivista “Ver Sacrum”, l’organo ufficiale degli artisti viennesi.
La mostra, confinata in uno spazio forse troppo angusto, appare ben curata. Ventuno opere sono poche, tuttavia emergono l’accuratezza ed il rigore delle scelte dei curatori. Inoltre la veste grafica della mostra è particolarmente raffinata.
Dopo il 9 dicembre l’esposizione si trasferirà a Bolzano presso la Galleria Civica.
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Stefano Coletto
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domani 19/12/01 la mostra suddetta è ancora
aperta? quali sono gli orari di visita?
E'possibile avere una risposta entro le ore 14? grazie