La mostra Venezia 900 si è da poco conclusa, e il prestigioso spazio di Casa dei Carraresi, a Treviso, è già pronto ad ospitare, nuovamente, arte veneziana. Questa volta si tratta di Livio Seguso (Murano, Venezia, 1930), scultore muranese molto noto all’estero. La mostra è costituita da un’ampia selezione di opere, oltre cento, tra sculture, disegni e dipinti che l’artista ha realizzato a partire dal 1978.
Questa data, come precisa Franco Batacchi, curatore della mostra, rappresenta uno spartiacque decisivo nella vita artistica e nell’opera di Seguso, il quale, affrancatosi dal mestiere di maestro vetraio, ha riscattato la materia dalla sua finalità utilitaristica e rendendola arte.
La mostra si apre con l’opera Vortice, del 1978, una spirale di cristallo tendente all’infinito. Questo lavoro rappresenta una svolta nel linguaggio espressivo di Seguso; è il simbolo di un punto di partenza e di “non ritorno” verso una forma d’arte conchiusa e perfetta che si concreta in composizioni sviluppate attorno ad un nucleo. Nucleo che, come una goccia d’acqua, si espande in cerchi concentrici, in sfere di luce.
Luce, aria e acqua nelle sculture di Livio Seguso prendono forma e si materializzano, mentre negli anni, al gioco dei riflessi, delle diffrazioni e rifrazioni proprie del cristallo, partecipano materiali diversi. L’acciaio, la pietra, il marmo e il legno, magistralmente lavorati, dialogano con il cristallo e concorrono con esso alla realizzazione di un’opera che volutamente non “mostra” la fatica del mestiere (il calore della fornace, il sudore del maestro e dei suoi tanti collaboratori).
Doppia ellisse, Genesi, Struttura organica, risulta impossibile soffermarsi su una sola delle sculture. Ma posti di fronte alle due installazioni Foresta di luce e Vegetazione, i sensi si riconnettono alla realtà.
Aiutati dalle immagini del catalogo, che bene esprimono la capacità del cristallo di integrarsi all’ambiente circostante, riflettendolo, immaginiamo nell’una i colori cangianti del bosco, e nell’altra le variazioni della marea nella Laguna, i riflessi della sua storia fugacemente impressi nel vetro.
La mostra si conclude con un’ampia rassegna di disegni preparatori e dipinti che testimoniano, da un lato, l’importanza dell’aspetto progettuale dell’opera, dall’altro, l’autonomia espressiva che gli essi hanno raggiunto nel tempo.
adriana scalise
mostra visitata il 18 maggio 2007
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