È stata già definita come la “maggiore rassegna italiana mai realizzata sull’opera del padre dell’Impressionismo”, sicuramente ha i numeri giusti per diventare un grande successo di pubblico. Circa novanta dipinti, provenienti da sessanta musei ( tra le sette tele che arriveranno dal Museo d’Orsay, ricordiamo “Il bacino delle Ninfee”, “Il bacino di Argenteuil”, “La stazione di Saint – Lazare) e da numerose collezioni private e soprattutto due “prime visioni”, che catalizzeranno l’attenzione dei visitatori: ecco “Monet.
Seguiremo, quindi, Monet lungo le rive del fiume, sulle coste della Normandia, a Londra, mentre dipinge i ponti sul Tamigi e il Parlamento quasi dissolto nell’impasto di luce e nebbia, a Rouen, per le Cattedrali (di quelle esposte, una proviene dal Museo di Belgrado, l’altra fa parte di una collezione privata giapponese), a Parigi, quando fa delle Stazioni una sorta di tempio della modernità, fino alle nevi norvegesi e al giardino di Giverny, ultimo universo nello spazio di uno stagno.
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