Categorie: visualia

vjing | V_ | Milano, c.s.a. Bulk

di - 13 Dicembre 2002

Ma che cos’è il vjing? Il fenomeno è in voga ma la parola continua a suonare strana. Inquieta un’enigmatica “v” iniziale. Parte da qui, da una sorta di rigoroso grado zero della ricerca, il progetto V_, una rassegna promossa da Box e Otolab, ospitata dal bulk di Milano, e dedicata alla pratica artistica del vjing, l’arte di giocare e ‘suonare’ dal vivo le immagini elettroniche.
L’idea è quella di riportare la pratica del video dal vivo all’interno della videoarte e della sperimentazione artistica per sottrarla al contesto musicale commerciale, dove in genere è relegata a sfondo, mero accompagnamento, della musica da ballare. In questa direzione vanno i patrocini concessi all’iniziativa dalla Fondazione Novalia, l’ente che ha raccolto l’eredità del VideoArt Festival di Locarno, il più antico festival europeo di videoarte, e dalla sezione italiana di AIVAC, associazione nata nel 1982 sotto gli auspici del Consiglio d’Europa e dell’Unesco per promuovere la sperimentazione estetica del linguaggio video nell’arte e nella cultura.
E’ nell’intervallo tra audio e video che V_ ravvisa uno spazio estetico per una pratica politica, o meglio micropolitica, di resistenza creativa.
Aprono la serata inaugurale le due vj crew milanesi resident del progetto. A confronto, in una specie di contest giocoso, due modi diversissimi di intendere il vjing.
Il lavoro di Box si colloca in un contesto post-cinematografico e rivisita le problematiche della narrazione in chiave digitale. Nella vertigine di mix e collage di immagini che caratterizza lo stile del collettivo milanese nato dall’esperienza di Sun Wu Kung si ravvisa uno stato esploso della narrazione e dell’io narrante. L’esplosione è atomica e contaminante. Lo stato frammentario e disgregato dell’io e del racconto è reso viscoso, tossico, indistricabile dal montaggio di Box. Come se negli intersizi infinitesimali dei pixel si producesse una proliferazione folle, senza via d’uscita, delle immagini. Su questi temi è costruito Un’impurità non calcolata, il racconto audiovisivo montato dal vivo di Box 018 che si ispira e rilegge in una chiave post-moderna il romanzo di R. L. Stevenson Doctor Jeckyll e Mister Hide.
La musica visiva di Otolab si basa invece sull’estetica minimale, quasi riduzionista, alla Pan Sonic, dell’oscilloscopio e della relazione algoritmica tra dati sonori e comportamenti delle immagini, rivelando la discendenza di un intero filone di ricerche visive dalla musica elettronica e dalla sound art.
La battle Box vs Otolab mima in qualche modo la natura ibrida dell’immagine video in sé, da una parte figlia irrequieta della narrazione cinematografica e della profusione iconica televisiva, e dall’altra impulso luminoso, frequenza visiva, ritmo, della stessa natura del segnale sonoro.
Apre ulteriori prospettive l’accostamento del vjing alla pratica più estrema del djing, il turntablism. Special guest della prima serata di V_ infatti sono Dj Zak & Dj Tayone from Alien Army. Ai vertici del turntablism italiano e internazionale, i due giovani alieni sono una sfida vivente alle teorie di Adorno che vedeva nel giradischi, nel grammofono una semplice ‘macchina obbediente’, atta alla riproduzione fedele dell¹esistente. La sintassi turntablistica applicata al video dal vivo è alla base di una delle ricerche più avanzate nel vjing, quella di VinylVideo™ di Gebhard Sengmüller.

PROGRAMMA

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lavinia garulli


V_rassegna di vjing, videoarte, sperimentazioni audio-video e streaming.
Deposito bulk, piazzale cimitero monumentale.
Con il patrocinio di AIVAC (Italia) e Fondazione Novalia
In gemellaggio con VideA_02, Barcellona, Spagna
Venerdì 13 dicembre, dalle ore 22:
robot inc/kaplan project/b-team
box018/stereogramma
box005/dj zak & dj tayone (alien army)
otolab
Web site: www.ecn.org/bulk/v_site


[exibart]

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  • Lavinia, sei puntuale e affidabile. Una certezza che sa stupire con la competenza. Stima sempre + rinnovata. Un salutone. K

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