VinylVideo™, il “giradischi a immagini”, è un progetto curioso e un po’ folle che nasce da un’idea di Gebhard Sengmüller, artista viennese, e di Günter Erhart, scienziato dell’informazione, con l’ausilio dell’ingegnere del suono Martin Diamant. Rappresenta sotto molti aspetti uno degli stati più avanzati del vjing sperimentale. Capace di scompigliare le categorie di analisi a cui siamo abituati, analogico/digitale, archeologico/futuribile, è
L’idea del “video vinile” nasce dalla constatazione che lo sviluppo della tecnologia elettronica delle immagini in movimento non ha avuto uno sviluppo storico continuo. Se la tecnologia di trasmissione è stata possibile sin dagli anni venti, la registrazione non è stata possibile fino all’introduzione dei primi dispositivi di videoregistrazione nel 1958. VinylVideo™ ricostruisce una
Le immagini sono incise su un convenzionale disco di vinile, con una durata di circa 8-12 minuti per facciata. I video-dischi vengono “suonati” da un normale giradischi con una puntina di diamante. Il segnale viene poi elaborato dal VinylVideo Home Kit, che utilizza una tecnologia digitale per l’elaborazione video in realtime, e le trasforma in un segnale video che può essere mostrato su un normale televisore in bianco e nero.
La riproduzione del segnale video attraverso uno strumento meccanico, anziché elettromagnetico, dà alle immagini, a causa della scarsità di banda, una qualità particolare, low tech, affascinante. A differenza della TV che ha una banda di 3-5 Megahertz, l’LP a fatica può arrivare ad 1/200 di questa banda, ovvero a circa 25 Kilohertz. Per poter riprodurre delle immagini in questo modo occorre ridurre drasticamente la risoluzione ed eliminare il colore. Si ottengono così delle immagini in bianco e nero che sembrano essere le trasmissioni disturbate di uno straniante “futuro passato”, tremolanti collegamenti siderali da vecchi film di fantascienza, un sembiante analogico oggi ottenibile con ricercati effetti di post produzione video.
Molti videoartisti, da Annika Eriksson a Vuk Cosic e Alexej Shulgin, da JODI a Olia Lialina, hanno accettato di collaborare al progetto VinylVideo™ creando una collezione di video vinili.
L’installazione interattiva presentata all’Institute of Contemporary Arts di Londra ricrea, in un’atmosfera domestica e rilassata, un uso “televisivo” del marchingenio
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"unità minima comune di senso" è un insieme di parole molto bello.
Ho sempre pensato che gli artisti fossero artisti e basta, a prescindere dal mezzo che essi scelgono per esprimersi.
Ma se ci tenete tanto alla vostra nicchia tenetevela pure.
sono net artisti quelli, non videoartisti