Questa alla galleria Armory è la prima mostra perugina di Carla Accardi (Trapani, 1924; vive a Roma), che per l’occasione presenta diciannove lavori recentissimi, realizzati tra il 2006 e l’inizio 2007. Come suggerisce il numero presente nel titolo (Primavera, 21 gouaches), accanto ad essi ci sono altre due opere, questa volta storiche perché datate 1954: Fondo nero e Nero su giallo. La bicromia è quella del bianco-nero, amata e utilizzata molto spesso dall’artista in passato, e i segni, concentrati al centro del quadro, sono tratti sottili e veloci.
I tratti e le forme elementari sono quelli che l’artista ha maturato nel tempo, da quando nel 1947 ha fondato a Roma con alcuni suoi colleghi -Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato- il Gruppo Forma 1, forte sostenitore dell’astrazione e della forma pura, a cui però paradossalmente si arriva solo partendo dalla realtà oggettiva, da forme realmente esistenti in natura.
Con gli altri lavori in mostra il registro cambia radicalmente, sintomo dell’evoluzione stilistica dell’artista; dal bianco-nero si passa ai colori e la pennellata si fa più grande e corposa. Tutte le opere -tempera su carta, ma una carta talmente ruvida e spessa da lasciar intravedere la trama- sono di piccolo formato, anche se ognuna ha dimensioni diverse dalle altre, come a voler ricordare allo spettatore il loro valore indipendente. In questi lavori i segni sono distesi in tutto il campo, letteralmente tagliati dai bordi del foglio, come se si fosse prelevato un particolare, un dettaglio, una piccola porzione di un’opera di ben più grande formato.
Gli accostamenti cromatici utilizzano colori accesi, radicali, vivi, e in questa scelta si può scorgere il riferimento alla Primavera, la stagione che per eccellenza è sinonimo di armonia, vita, natura, creazione e cambiamento continuo. Questo flusso di energia vitale viene reso dagli aranci, dai verdi, dai rossi e dai viola che, combinandosi in segni grafici, creano delle strutture più complesse, le personali foreste della Accardi.
alessandra olivi
mostra visitata il 2 maggio 2007
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