E sopra a questa troviamo una croce formata da chiodi. Questi, legati da una corda, sono i simboli della Passione di Cristo che è morto e risorto per noi. Come una spada conficcata nella roccia, così lo è questa croce dalla quale salgono le vene incorporando nella materia grigia il metallo dei chiodi.
L’animale, associato alla saggezza per la sua longevità, non è presente sotto l’imponente massa cerebrale bensì sopra, e per di più coricato a indicare ancora una volta l’importanza dell’organo umano nella conduzione del sapere. Anche qui è presente un rimando alla morte: il verme. Esso si nutre di sostanze in putrefazione e nell’immaginario comune è associato al teschio. Proprio questo lo ritroviamo nell’ultima scultura di Fabre: la Pietà. Essa più di tutte esprime in modo esplicito il percorso fin qui seguito. Dalla figura della Vergine presente simbolicamente nell’oro del pavimento all’idea di resurrezione passando per la morte e la fede in Dio. Qui il teschio ha preso il posto del volto di Maria come fosse uno specchio di quanto sta vedendo: la morte del Figlio. In questo caso è quella dell’artista che si è sostituito a Gesù. Ella non è più la Madonna, bensì una donna che soffre della perdita di una creatura che tiene in mano il simbolo di tutta la poetica di Fabre: il cervello. Non poteva mancare la sua presenza, anche laddove esso non è elemento principale. Abbondano, invece, gli insetti sul corpo vestito dell’artista. Solo i piedi sono nudi, come segno di rispetto sacrale. Ultimo particolare: lo scarabeo sulla pancia. La pancia è il centro della vita di ogni creatura fin da quando viene messa al mondo. L’insetto è costantemente presente lungo il percorso attraverso i nidi appesi alle colonne. Essi, formati dalla sua corazza, rimandano costantemente al concetto di rinascita e di trasformazione celebrati anche nella religione egiziana. Ancora una volta, la vita.
erika prandi
mostra visitata mercoledì 6 luglio
dal 1 giugno al 16 ottobre 2011
Jan Fabre – Pietas
a cura di Giacinto di Pietrantonio – Katerina Koskina
promosso da GAMeC, dallo State Museum of Contemporary Art di Thessaloniki e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna
Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia
Sestiere Cannaregio, 3599 – 30121 Venezia
Orario: dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20
Ingresso: libero
Info: CLP relazioni pubbliche +39 02433403 / +39 0236571438, press@clponline.it, www.clponline.it, www.janfabre.be
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