Categorie: altrecittà

Fino al 22.II.2014 | Nicola Melinelli – Actiniaria | AplusB contemporary art, Brescia

di - 18 Febbraio 2014
Geometrie nitide, colori squillanti, linee definite. Catalizza l’attenzione la pittura analitica di Nicola Melinelli che sin dalle prime indagini sul colore, segnate dall’iniziale predilezione per monocromi dalle tonalità terrose, concepisce le opere in cicli in cui la complessità del lavoro è generata dalla somma delle singole tele che si rapportano tra di loro e con lo spazio.
Al bando le apparenze, la ricerca si rivela assai lontana dalla digitalizzazione del colore: la quasi totalità delle cromie è desunta dall’osservazione di opere di maestri della storia dell’arte da Van Der Weyden a Rothko, a Giotto, le cui soluzioni compositive nel ciclo di San Francesco ad Assisi costituiscono meta di studio costante per l’artista, e Pontormo la cui influenza si ravvisa nella scelta delle tonalità e nella tendenza al disequilibrio.

Il rigore formale delle opere di Melinelli è infatti solo apparente: bilanciamento e compostezza sono l’anticamera di una crisi di certezze spaziali e difficoltà di visione che culminano nel senso di sprofondamento prospettico ravvisabile in special modo negli scuri. Architetture e labirinti emergono dalla silenziosa osservazione della superficie, mentre la percezione dell’osservatore, inizialmente attratta dagli anfratti delineatisi sulla tela e d’un tratto privata di certezze strutturali che fino a un attimo prima sembravano tali, viene catapultata in una realtà di forme claudicanti e vertiginose. Un discorso che in Melinelli si lega volutamente ad una visione della pittura come illusione e inganno prospettico, sposando di fatto alcune teorie della semiotica tradizionale.
Quelle dell’artista sono dunque tele ammaliatrici, superfici che imbrigliano lo sguardo e il cui modus operandi appare del tutto simile a quello della specie da cui trae il nome l’esposizione, le Attinie, comunemente note come anemoni di mare e la cui ingannevole bellezza è preludio di un abbraccio mortale. Proprio su tale dualità si regge la dinamicità del lavoro di Melinelli: tra il suo apparire solidamente strutturato e l’essere al contempo trappola visiva passibile dell’improvviso affastellamento di forme che crollano alla stregua di un fragile castello di carte.
L’essenza effimera di strutture in apparenza solide cela dunque un’idea ben più complessa di spazio fisico e mentale e si fa rappresentazione di certezze concrete pronte a lasciare spazio alla consapevole relatività che avvolge le cose.
Perché in fondo la pittura non è altro che l’idea di qualcosa proiettato su un piano, una tela, una superficie e su quella di Melinelli, al di là delle rassicuranti geometrie e dei suadenti colori, è possibile cogliere i segni precari del quotidiano.
Bianca Martinelli
mostra visitata il 18 gennaio
Dal 18 gennaio al 22 febbraio 2014
Nicola Melinelli – Actiniaria
AplusB contemporary art
Via Gabriele Rosa, 22a – 25121 Brescia
Orari: da giovedì a sabato, ore 15.00-19.00 e su appuntamento
Info: 030.5031203 – gallery@aplusb.it

Giornalista pubblicista iscritta all’albo, lavora nel mondo dell’editoria e della comunicazione come autrice, content editor e addetta stampa. Collabora con riviste e quotidiani, occupandosi dei settori: mostre e arti visive, moda e mercato dell’arte.

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