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Fino al 24.IX.2017 | Dario Ghibaudo. Sculture da viaggio | Casa Romana, Spoleto

di - 22 Luglio 2017
Animali ibridi, surreali, per lo più improbabili. Ma a misura di valigia. E scolpiti (o, meglio, modellati) in porcellana bianca. Materia raffinata ma alquanto difficile da trattare, che nel suo candido splendore rende le opere ancora più suggestive, spesso inquietanti. Sono le “Sculture da viaggio” di Dario Ghibaudo, proposte nella mostra omonima ospitata dalla Casa Romana di Spoleto, all’interno del progetto espositivo di Palazzo Collicola Arti Visive, inserito nel programma ufficiale del 60° Festival dei Due Mondi della cittadina umbra.
Dopo la sala presentata nel 2012 presso la cappella del Palazzo Comunale, Ghibaudo torna a Spoleto in un ambiente ancora più suggestivo che propone un’ardita integrazione tra la scultura contemporanea e i mosaici pavimentali del I secolo d.C. dove poggiano le loro zampe i suoi animali bianchi. Con quell’ibridazione faunistica tipica dell’estro museografico dell’artista, che conferma la sua attitudine al fiabesco trasformata in zoologia speculativa, tra ipotesi scientifica e veggenza intuitiva.
Come potrebbe mai esistere un animale di questo tipo? Ma se davvero non esiste, come potrebbe essere ricreato con tale precisione e minuzia nei dettagli? Sono queste le domande che subito si alternano di fronte all’opera di Ghibaudo: artista estroso e in grado di rendere plausibile anche l’improbabile. Tipico  del “Concettualismo Ironico Italiano”, che trovò spazio anche in un piccolo movimento sorto qualche anno fa in Germania. Ma oltre alla traccia onirica, c’è qualcosa in più, nelle sue creazioni. Capace di indurre una distorsione dei sensi e una domanda ulteriore: cosa faremmo davanti ad ibridi come questi?
Dario Ghibaudo, Mater nebulosa Marmo bianco / 50 x 34,5 x 18 cm / 2002
Un’altra tappa (o, meglio, stanza) del suo Museo di Storia Innaturale: l’istituzione che l’artista porta avanti dal primi anni ’90. Perché “la carriera di Ghibaudo è il suo museo”, spiega il curatore della mostra, Gianluca Marziani: “le sue mostre sono le sale del museo, le opere nelle sale descrivono i dettagli di un’utopia espositiva che spazia tra materiali, linguaggi e codici narrativi”. Ponendo l’accento sul valore profetico dell’artista, sul suo immaginare un intero museo che sta “edificando” anno per anno, con resistenza e spirito indomito, ben prima del mirabile Damien Hirst a Venezia (“Treasures from the Wreck of the Unbelievable”).
Attraverso la sua opera Casa Romana diventa quindi un deposito momentaneo per viaggiatori utopici: un diporto arcaico e germinativo, simile alle grotte isolate che ospitano laboratori nucleari o server informativi. Con una serie di valigie che si stagliano tra atmosfere ancestrali e luci cavernose, “cucendo assieme il contenitore domestico con il contenitore trasparente per sculture nomadi”, scrive il curatore. Un luogo in grado di offrire protezione sicura agli animali in porcellana, custodendo il loro segreto genetico, stabilendo un equilibrio ambientale, regolando il presente sul tempo lungo dell’archeologia.
Alessio Crisantemi
mostra visitata il 17 giugno
Dal 17 giugno al 24 settembre 2017
Dario Ghibaudo. Sculture da viaggio
Casa Romana
Via di Visiale, 6
Info:info@palazzocollicola.it
@https://www.twitter.com/AleCrisantemi

Nato nel 1980, è appassionato di arte, con particolare propensione per quella figurativa, collabora con Exibart dal 2008. Nonostante la formazione self-taught nel campo dell'arte, si è affermato nel tempo come esperto di pittura, partecipando alla giuria di numerosi concorsi e collaborando come corrispondente di arte e cultura per varie testate. Tra i vari incarichi per Exibart, cura oggi la rubrica Case ad Arte dedicata alle dimore degli artisti in Italia e all'estero.

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