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Fino al 4.V.2002. | La trama e l’oro | Mantova, Palazzo Ducale

di - 28 Febbraio 2002

La trama e l’oro è l’ultima tappa di un progetto (omonimo) di ricostruzione di abiti rinascimentali. L’obiettivo di tale impresa (coordinata da King Studio da più di dodici anni) non è sensibilizzare le persone alla storia del costume, ma rileggere un periodo attraverso uno dei suoi elementi costituenti (e troppo spesso sottovalutato).
Sappiamo come ogni dettaglio di un dipinto rinascimentale sia da studiare attentamente e come l’immagine, la visualità, il dato esteriore fossero aspetti determinanti della vita di corte (la cultura del ‘500 era fortemente impregnata di dati visivi. Non a caso tale epoca viene spesso fatta cominciare con la “scoperta” della prospettiva, l’inganno dell’occhio per eccellenza). Un abito, specie se da cerimonia, non poteva certo essere il prodotto di operazioni rozze e arbitrarie. Esso rifletteva la sensibilità culturale di colui che lo indossava e si inseriva all’interno di quella fitta rete di rinvii (dal particolare all’universale) che interpellava tutta la cultura, dalle arti visive alla teologia.
Un esempio è dato dall’abito di Isabella d’Este, sfoggiato in un celebre dipinto di Giulio Romano conservato oggi presso lo Hampton Court di Londra. La sopraveste è costituita da un complesso intreccio che non è altro che la rielaborazione del nodo vinciano (un nodo piano aperto, tanto per capirci). Guardando il dipinto sembra di assistere ad un labirintico e indecifrabile rimescolarsi di nastri neri. Ma l’opera di ricostruzione (che qui ha permesso di scoprire un ulteriore legame fra la corte mantovana e Leonardo), partendo da zero, permette di pensare a un abito non solo sotto l’aspetto concettuale (bisogna cercare di riprodurre lo sviluppo di tessuti, le forme, il motivo dei pezzi), ma anche di ripercorrere le difficoltà pratiche della realizzazione (non si ricorre a tessuti fabbricati industrialmente, ma tutto il lavoro avviene a mano, grazie allo sforzo congiunto di artigiani, sempre più difficili da rintracciare).
Non aspettatevi però ricostruzioni perfette. La ricerca storica, come quella scientifica, procede per ipotesi, tentoni, probabilità (Popper diceva “falsificazioni”). Gli abiti qui ricreati sono i più simili a quello che dovevano essere, ma molti dettagli sono intuiti, certe tecniche artigianali ancora sconosciute, molti materiali spariti. Sono però abiti veri, che non trattengono molti legami con i (seppur bellissimi) costumi che appaiono in film storici (i quali per, problemi di costi, sono costretti a presentare una visione –illusione, potremmo dire- dell’abito, più che un vero abito). La complessità di una tale operazione è chiarita se si segue il percorso, compiuto per la ricostruzione dell’abito di Eleonora da Toledo, raffigurata nel quadro del Bronzino degli Uffizi. Il tessuto, dai forti motivi arabeggianti, presentava incognite di realizzazione. Tre tentativi (esposti) sono stati effettuati prima di arrivare allo splendido risultato finale. L’unica critica riguarda l’allestimento, spoglio e poco documentato, ma se vi interessa un approfondimento vi consigliamo di seguire la guida informatissima ed entusiasta.

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Il retroscena artistico della cultura lombarda rinascimentale
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La pagina della mostra

Emanuele Lugli


“La trama e l’oro”
Dal 4.XII.2001 al 4.V.2002.
Palazzo Ducale, Appartamento di Isabella (ingresso da piazza Sordello), Mantova
Ingresso: intero, € 6.
Orari: da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Sabato, Domenica e festivi dalle 9.00 alle 19.00 Chiuso lunedì.
Catalogo Edizioni “King Studio” (€.6)
Tel: 0522-977658, 0376–222096, 339-4504343 E–mail: kingstudio@libero.it
Fino al 4.V.2002
La trama e l’oro – Vestire i principi
Mantova, Palazzo Ducale


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