Categorie: altrecittà

Fino al 9.IX.2012 | Artisti Vari, Used photocopier | Londra, Hotel

di - 4 Settembre 2012
Una scala, in cima una fotocopiatrice rotta, il primo spunto per quello che nell’era digitale parte dall’azione del copiare, e riprodurre, per ricreare nuovi rapporti. Così nasce l’idea della mostra di Hotel, a Bethnal Green, Londra, visitabile fino al 9 settembre, con le opere di una dozzina di artisti nella galleria fondata da Darren Flook e Christabel Stewart, nata con la doppia funzione di galleria-appartamento, uno spazio adatto per eliminare barriere e differenze che separano la dimensione privata da quella lavorativa, ospitando, quando necessario, gli artisti mentre preparano i loro progetti. Anche un modo per sottolineare la filosofia di Hotel, punto di incontro e discussione tra artisti, e spunto per  creare nuove sinergie.

La vecchia fotocopiatrice parcheggiata al numero 4 di Herald Street ha rappresentato percorsi diversi per ogni artista, anche se in comune hanno il passaggio dal banale allo speciale, oppure il percorso opposto. Per Matthew Smith, artista londinese, il semplice bidone della pattumiera diventa l’elemento ripetuto per fare un’imponente scultura di oltre tre metri. Wolgang Breuer invece fa riferimenti diretti alla fotocopiatrice. Decisamente più complessi i procedimenti inseriti all’interno delle opere di Will Benedict, Bonjour Tourist, insieme di fotografia, collage, pittura, per raccontare impressioni congelate, facendo slittare emozioni e situazioni, rendendo soggetti e spettatori delle specie di turisti casuali di un mondo freddo, una realtà congelata, fatta da promesse mancate, o aspettative negate.

I protagonisti, Lone & Niklas, oppure Josephin & Catharina sembrano anonimi cronisti di vita, turisti presenti e insieme assenti, vaghi testimoni di un quotidiano privo di importanza. Charlotte Plodger invece esplora nuove strade del video, partendo da You Tube, l’artista ribalta, distrugge, annulla la creazione del brand Nike; rimane lo sconcerto, la sorpresa dell’annullamento brutale del valore di un simbolo potente. Ancora passaggio, ma questa volta da anonimo a eccezionale, anzi monumentale, con Gabriele Beveridge e il suo trittico che al centro ha la foto anni di uno sconosciuto modello, onnipresente nei parrucchieri maschili degli Ottanta; ai lati due quadrati di marmo vero, per elevare il banale.

Keith Farquhar lavora con strisce di fumetti comici fine Ottanta, per Marte Eknaes il palo di acciaio, danneggiato da un’auto, cambiando destinazione, diventa portatore di nuovi significati. Sara Deraedt crea una rivista che non è un magazine, e nemmeno depliant pubblicitario, usa i loro linguaggi, senza ritrovare la funzione adatta. Per Jason Loebs le scatole piene di rulli di pellicola, aperte sul pavimento, non diventeranno mai delle immagini definite, perché attraversate dalla luce, mentre erano ancora arrotolate, e sono solo la silenziosa testimonianza del loro passato; anche per Loebs il racconto dell’effetto straniante di un processo non previsto.

Dal 7 luglio al 9 settembre

Artisti vari, Used photocopier

Hotel, 4 Herald Street, Londra, E2 6JT

Orari apertura: Mercoledì – Domenica dalle 12 – 18. O su appuntamento  +44 (0)20 7729 3122

Info: email@generalhotel.org

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