Categorie: altrecittà

Fino al 9.VII.2017 | Paul Strand e Cesare Zavattini. Un Paese. La storia e l’eredità. | Fondazione Palazzo Magnani, Reggio Emilia

di - 3 Luglio 2017
“Luzzara è l’antipittoricità”: fu uno dei primi commenti di Paul Strand sulla cittadina emiliana, incosciente di essere – insieme a Cesare Zavattini – agli inizi di uno dei progetti che avrebbero fatto la storia della fotografia e della letteratura italiana e non solo.
Un Paese, edito dalla casa editrice Einaudi nel 1955, fu uno dei primi fotolibri italiani che avrebbero ispirato generazioni di autori. Nel 1952 Zavattini e il fotografo americano s’incontrarono a Roma dove entusiasticamente iniziarono a pensare ad un libro fotografico sull’Italia. Dopo avere peregrinato in varie cittadine italiane senza rimanerne colpito, a Strand fu proposta da Zavattini la sua cittadina natale, dove una umanità alla Edgar Lee Masters avrebbe poi trovato tra le pagine del volume l’immortalità.
Come l’anno precedente Palazzo Magnani, una delle sedi principali di Fotografia Europea, accosta alle stampe fotografiche prezioso materiale bibliografico proveniente dal fondo Cesare Zavattini e dalla biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, come le lettere autografe dei due protagonisti del progetto, messaggi a Zavattini di Vittorio de Sica e Italo Calvino. Passare attraverso le sale equivale a sfogliare le immagini della prima edizione. Accanto alle immagini in bianco e nero di piccolo e medio formato, che Strand scattò con la fotocamera Deardorff, tecnica che mostra il suo approccio ottocentesco al progetto, trovano spazio le stampe della pagine del libro, ognuna corredata dalla descrizione della persona ritratta. Sono brevi testi stilati come trascrizioni d’interviste, così aveva voluto Zavattini. A chi osserva quegli occhi, quei visi consunti dai lavori della terra, pare di udire a voce alta la testimonianza della persona ritratta, con il suo tono di voce, le idiosincratiche espressioni paesane, gli errori di sintassi.
Paul Strand, The Post mistress, Luzzara Paul Strand Cesare Zavattini Un paese Einaudi editore, 1955 pag. 97 Colecciones FUNDACIÓN MAPFRE © Fernando Maquieira
Il puro realismo del progetto si veste di arte e poesia, levigando gli aspetti più crudi del II dopoguerra, grazie agli scatti di Strand, raffinati come quelli del suo maestro Alfred Stieglitz, e alla sapienza zavattiniana di costruire un’immagine dell’Italia poetica e rivolta non al passato, ma al presente e al futuro, capace di coinvolgere lettori e spettatori in questo flusso creativo. Questa grande mostra curata da Gasparini e Ferraboschi è ora parte della memoria del passato, un progetto librario che raccoglie ancora cultori e imitatori, una delle tracce che il tema del Festival imprime in questa dodicesima edizione.
La mostra prosegue con le testimonianze fotografiche di Un Paese, curato da Zavattini e Gianni Berengo Gardin, le cui immagini mantengono fede alla vocazione storica del progetto mostrando i cambiamenti del ventennio successivo.
La fine del percorso di visita mostra la grande fortuna avuta finora dall’edizione degli anni ’50 con gli omaggi di Luigi Ghirri, Olivo Barbieri e dell’artista conterraneo di Zavattini, Claudio Parmiggiani. Lo stesso Strand, che inizialmente aveva guardato con diffidenza il paesaggio padano, inserì molte immagini di Luzzara e di Un Paese in molte delle sue successive pubblicazioni, come Retrospective Monograph. The Years 1950 – 1968, Sixty Years of Photography, Portfolio Four, confermando così di avere cambiato per sempre gli scenari della fotografia internazionale.
Chiara Tonelli
mostra visitata il 5 maggio
Dal 5 maggio al 9 luglio 2017
Paul Strand e Cesare Zavattini. Un Paese. La storia e l’eredità.
Fondazione Palazzo Magnani
42121 Reggio Emilia – Corso Garibaldi 31
Orari: venerdì 18.00/23.00 sabato 10.00/23.00 domenica 10.00/20.00
Info: Tel. + 39 0522  44 44 46 – Fax + 39 0522 44 44 36, info@palazzomagnani.it

È laureata in Italianistica e Scienze Linguistiche all'Università di Bologna. Cofondatrice del magazine online Comò Mag. Attualmente lavora alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

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