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Intervista a Francesco Bernardi

di - 12 Ottobre 2011

In un periodo come questo, dove i tagli alla Cultura sono all’ordine del giorno, risulta fondamentale l’intervento dei privati per alimentare la produzione artistica e culturale. Cosa significa per lei, come Amministratore Delegato di Manfrotto, essersi posizionato in prima linea fra i promotori della rassegna “Bassano Fotografia 2011”?

Contribuire a Bassano Fotografia significa principalmente riconoscere il grande contributo delle persone che lavorano con noi al successo dell’azienda. Manfrotto oggi vende il 95% dei suoi prodotti in mercati diversi dall’Italia, per cui il ritorno commerciale di questa iniziativa non la giustificherebbe, ma poter mettere a disposizione della città le nostre risorse finanziarie, organizzative, di marketing e la nostra rete di fotografi internazionale ha un valore e un significato che ripaga ampiamente lo forzo profuso.

L’incontro tra arte e impresa è, secondo lei – il risultato di una politica aziendale che sa conciliare gli obiettivi economici con gli obiettivi sociali ed ambientali – ancora poco sviluppato nel nostro Paese? In che modo si potrebbero sensibilizzare i privati ad investire nel mondo dell’arte?

L’imprenditore dovrebbe percepire l’investimento a sostegno dell’artecome parte della strategia aziendale, non semplicemente un atto di liberalità e generosità. A questo scopo servirebbe un progetto nazionale di sensibilizzazione verso le imprese che dimostri con esempi concreti come il sostenere l’arte possa portare vantaggi non solo al paese ma anche all’azienda stessa. Le autorità pubbliche preposte, coinvolgendo le associazioni di categoria, dovrebbero far propria questa sfida e diventare parte attiva e propositiva, creando momenti di approfondimento e mettendo a disposizione delle imprese strumenti e incentivi adeguati.

Quando l’immagine prende forma è il leitmotiv di “Bassano Fotografia 2011”, progetto culturale che vede il coinvolgimento della Manfrotto School of Xcellence, per l’ideazione di corsi di alta formazione tenuti da artisti di fama internazionale. Ci può illustrare i punti di forza di questa scuola?

La Manfrotto School of Xcellence (nota anche come MSoX) ha un valore strategico per la nostra azienda. Il consumatore è profondamente cambiato e oggi riconosce valore alle organizzazioni capaci di interagire con lui a proposito della propria passione, lavoro o hobby (nel nostro caso suggerimenti e strumenti per “catturare immagini migliori, per poi scambiarle ed esprimere la propria immaginazione”.
Il digitale ci ha reso tutti un po’ fotografi e operatori video, scattiamo e riprendiamo quasi ogni momento della nostra vita; in questo scenarioMSoX diventa un mezzo formidabile per rimanere in contatto con chiutilizza i nostri prodotti e con tutta quella comunità che condivide la nostra passione per una bella immagine.
MSoX è gestita da un team interno che si interfaccia quotidianamentecon fotografi locali e internazionali, dai principianti alle vere e proprie star della fotografia. Uno dei maggiori punti di forza della scuola sta nella varietà delle attività formative che, andando dal livello base all’avanzato, permettono di raggiungere un vastissimo pubblico. Molte attività avvengono sul web; i partecipanti possono scegliere tra diverse modalità formative: seminari web, video seminari di 30-45 minuti, tutorial e vario materiale di supporto. E’ possibile ricevere una newsletter per essere sempre aggiornati sulle ultime iniziative, seguire e partecipare sul blog dedicato, interagire tramite chat con i professionisti durante le lezioni. Diversi eventi vengono anche organizzati sul territorio, con seminari, workshops.
Risultato: un gran numero di iscritti alla newsletter, alle pagine sui social networks, partecipazione agli eventi organizzati. Tutto questo genera curiosità e interesse nei confronti dei nostri prodotti anche da parte di chi non avrebbe mai pensato di sentirne il bisogno.


Tra gli obiettivi culturali ed economici di “Bassano Fotografia 2011” – attraverso il legame tra gli spazi del territorio, sia espositivi che pubblici, e una programmazione diffusa dal 17 settembre 2011 al 6 gennaio 2012 – vi è il coinvolgimento di nuove professionalità e la crescita complessiva dell’area. In scala locale e globale, quali sono i benefici che la comunità ne ritrae a lungo termine?
Bassano Fotografia ha tutti i numeri per diventare il principale evento nazionale legato all’arte fotografica e all’immagine. La formula, che prevede la presenza di grandi star della fotografia insieme a centinaia di fotografi meno famosi, ma molto bravi e che espongono le loro opere in oltre cento location in città, diventa un’esperienza unica per l’appassionato di fotografia. I flussi di visitatori che questa iniziativa genera porteranno sicuramente maggior traffico in negozi, bar, hotel, ristoranti a tutto vantaggio dell’economia locale. Nel lungo termine posizionerà Bassano, insieme alle numerose espressioni d’arte presenti e ad altri eventi che si svolgono nel territorio (per citarne uno dieccellenza, Opera Estate), come città viva e attenta all’arte e allacultura, con le conseguenti ricadute in termini turistici e occupazionali.


“Bassano Fotografia 2011” promuove la creatività contemporanea, attraverso l’interazione tra gli artisti e il pubblico eterogeneo. Quest’ultimo viene chiamato a captare l’immagine dello spirito che trasmette emozioni, e le immagini a colori del mondo visibile. Gli artisti sono di calibro internazionale, ci può indicare quali fra gli artisti presenti in rassegna coinvolge a pieno la sua immaginazione?

Questa è una domanda alla quale preferirei non rispondere, perché sono davvero tutti artisti straordinari e fortemente coinvolgenti.
Tuttavia, se proprio devo scegliere, personalmente sono molto attratto dall’espressività dei ritratti e dalle foto che ritraggano i paesaggi  “fermando il tempo”. Mi hanno quindi molto colpito le espressioni “immortali” dei personaggi di Kirkland ed i colori di quelle di De Zitter.

Ha mai pensato di entrare a pieno nel mondo dell’arte, da diventarne collezionista di opere?

A dire la verità no. Quando al liceo gli insegnanti cercavano di farmi apprezzare le mille forme d’arte che abbiamo in Italia, purtroppo erotroppo giovane per poter capire. Oggi sempre più spesso riesco aemozionarmi davanti ad un’opera, ma anche semplicemente ad un oggetto, un edificio, un vestito che esprima design, bellezza e gusto.
a cura di simona apicella
*foto in alto: Douglas Kirkland û Brigitte Bardot 1965, courtesy l’artista
[exibart]

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