Un’impresa faraonica: dopo venti anni di lavoro e uno strascico di problemi, finalmente il GEM – Grand Egyptian Museum è pronto ad aprire le porte: inizialmente prevista per novembre 2022, la nuova data ufficiale è fissata a ottobre 2023. Situato fuori dal Cairo, sulla riva occidentale del fiume Nilo, a 2 chilometri a nord delle Piramidi di Giza, nei pressi della Necropoli, il GEM ospiterà una collezione di più di 100mila oggetti, da reperti preistorici a manufatti greci di epoca romana, compreso l’intero corpus di cimeli appartenenti alla tomba del faraone Tutankhamon, che conta circa 5mila pezzi. Progettato per ospitare 5 milioni di persone all’anno, il museo, oltre agli spazi espositivi, comprenderà anche una biblioteca, un centro educativo e un’area espositiva per bambini, per un totale di 480mila metri quadrati.
Il concorso di architettura fu bandito nel 2003, dalla necessità di trovare una nuova sede per la preziosa collezione esposta e in deposito all’attuale Museo Egizio, che si trova nel centro del Cairo e risale al 1904. Il bando fu vinto dallo studio di architetti di Dublino Heneghan Peng, in una joint venture con le società ingegneristiche Arup e Buro Happold. Dopo cinque anni di progettazione, il contratto di costruzione è stato assegnato a una partnership formata dalle imprese Besix e Orascom. Il 25 agosto 2006, in previsione della costruzione del museo, la Statua di Ramses II venne spostata da Piazza Ramses al Cairo all’altopiano di Giza e, in seguito, nel gennaio 2018, trasferita all’ingresso del museo.
I lavori sono iniziati nel 2011 e hanno coinvolto fino a 4mila lavoratori in cantiere in un solo giorno. Una delle sfide principali è stata la costruzione di un muro di contenimento alto 30 metri, sostanzialmente una diga di sabbia, che sorregge la scarpata in cui è inserito il nuovo complesso edilizio. Complessa anche la costruzione del tetto in lamiera piegata di 30mila metri quadrati, con campate alte fino a 45 metri. Ma il problema più difficile è stato quello di garantire il finanziamento. Decisivo, in questo senso, fu un prestito proveniente dal Giappone, pari a 450 milioni di dollari, nel 2016.
La struttura ha la forma di un triangolo smussato, con le pareti nord e sud dell’edificio allineate con le Piramidi di Cheope e Micerino. Di fronte all’edificio è aperta una grande piazza, ornata con palme di dattero. Una delle caratteristiche principali del museo è il muro di pietra traslucido, realizzato in alabastro, che costituisce la facciata anteriore dell’edificio. L’interno dell’ingresso principale si apre in un grande atrio, da cui si accede alle sale del museo.
Diretto da Tarek Tawfik, attualmente il museo è comunque aperto in maniera parziale, per ricevere visite di gruppo limitate e per ospitare alcuni eventi speciali. Le sezioni visitabili sono la Piazza dell’Obelisco Sospeso, la sala principale detta Sala Grande, il Museo dei Bambini, un’esperienza di realtà virtuale, giardini, ristoranti, caffè e negozi, che includono i principali marchi egiziani. Le altre sezioni e aree interne del GEM – Grand Egyptian Museum rimarranno chiuse – comprese le sale di Tutankhamon, da 7mila metri quadrati – fino all’inaugurazione ufficiale.
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Ho 80 anni .si che la vita si allunga ma io non sono eterno .chissà se a gennaio 24 riuscirò a vede re una tale meraviglia ?