Categorie: Archeologia

Claterna, dalla Pompei del Nord Italia emergono 3mila monete e 50 gemme

di - 10 Novembre 2023

3mila monete e 50 gemme dedicate a divinità ma dagli scavi potrebbero emergere molti altri reperti, perché l’antica città romana di Claterna, situata a Ozzano dell’Emilia, provincia di Bologna, era una delle più fiorenti dell’epoca. «Ci troviamo davanti all’area archeologica non stratificata più grande del Nord Italia», ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al Ministero della cultura Lucia Borgonzoni, intervenuta oggi alla presentazione dei reperti rinvenuti durante i più recenti scavi eseguiti – e ancora in corso – dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

Foto Siriana Zucchini

La città romana si estende lungo la Via Emilia per 600 metri e per 300 metri a nord e sud della stessa strada consolare, nell’area compresa tra l’abitato di Maggio e il torrente Quaderna, da cui prende il nome. Le prime notizie che riguardano Claterna si riferiscono a un episodio della guerra di Modena, quando Aulo Irzio, nel 43 a.C., la espugnò per insediarvisi e rafforzare la posizione di Ottaviano contro Antonio.  È Cicerone a riportare come la città fosse stata presa con le armi, lasciando quindi intendere la presenza di postazioni difensive. La città è ricordata anche da S. Ambrogio, vescovo di Milano, che sul finire del IV secolo la include tra i “semirutarum urbium cadavera”, cadaveri di città semidirute, riferendosi al destino di decadenza economica e spoliazione da parte degli eserciti barbarici o al servizio di usurpatori che accomunava molti altri centri della regione.

Foto di Roberto Macrì, Soprintendenza Bologna

Ma della storia di Claterna si conosce ancora relativamente poco. Non ci sono ruderi emergenti in superficie ma dalle zolle affiorano vestigia di passato. A partire dal 1891 varie campagne di scavo sono state condotte nel suolo del centro urbano antico, uno dei pochi della regione a non aver avuto continuità abitativa dall’antichità a oggi. I saggi di scavo – tutti poi ricoperti per preservare le strutture – hanno messo in luce reperti di notevole interesse: strade, ambienti termali, case, fognature, iscrizioni, oggetti d’uso e d’ornamento. Le abitazioni mostrano stanze spaziose, con bei pavimenti spesso a mosaico o in cocciopesto decorati con disegni eleganti, geometrici o ispirati a motivi vegetali.

Claterna, foto di Roberto Macrì, Soprintendenza Bologna

Da qualche decennio la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna sta curando una serie di esplorazioni sistematiche volte ad approfondire, con grandi saggi di scavo, alcuni dei temi posti dall’urbanistica e dalle fasi evolutive della città antica. «Per importanza e quantità di reperti finora riportati alla luce probabilmente si può parlare di una Pompei del Nord. Ed è un’area, quella dell’antica città romana di Claterna, che è una continua scoperta», ha proseguito Borgonzoni. Tra le scoperte recenti, oltre a iscrizioni e frammenti di marmo colorato, anche un Quinario, moneta d’argento della Repubblica Romana del valore di ½ denario, datata 97 a.C., rinvenuta in un corridoio della cavea del teatro. Da queste scoperte, si può evincere che Claterna sia stata più di una città di passaggio, piuttosto un centro di commercio con contatti diretti con Roma.

«Le ricerche hanno infatti finora riguardato soltanto un decimo del sito, un’area di ben 18 ettari», ha specificato Borgonzoni. «Massimo impegno da parte del Ministero per valorizzarlo come merita con risorse economiche e progetti che diano al sito nuova vita: oltre a proseguire con gli scavi, con la Soprintendenza di Bologna – che ringrazio per il lavoro svolto – abbiamo intenzione di mettere in campo una serie di attività che coinvolgeranno realtà e istituzioni del territorio, pensate per avvicinare alla conoscenza di questo luogo magico e ricco di storia innanzitutto i più giovani e fare da richiamo a quanti più visitatori in arrivo da tutto il mondo. Non ultima, sul tavolo, l’idea di restituire al teatro la sua originaria funzione di luogo di spettacolo».

Moneta argento, Claterna. Foto Soprintendenza Bologna

«C’è un aspetto molto importante da considerare e cioè – ha affermato la Soprintendente di Bologna, Francesca Tomba – che gran parte dell’area resta da scoprire. Possiamo quindi progettare una grande fase di conoscenza e di valorizzazione ad ampio raggio di un sito che ha ancora tanto da raccontare. Un’area non compromessa, visto che siamo in piena campagna, altro aspetto da sottolineare che caratterizza il sito».

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10