Categorie: Archeologia

Un’enorme città di 2500 anni è stata scoperta nella Foresta Amazzonica

di - 17 Gennaio 2024

Ancora molti misteri si nascondono sotto la fitta coltre verdeggiante della Foresta Amazzonica. Specie animali e vegetali sconosciute o non classificate ma anche antichissime vestigia umane ormai diventate tutt’uno con la vegetazione e invisibili a occhio nudo. Ma dove non arriva lo sguardo, soccorre la tecnologia, nel caso specifico quella laser, usata dai ricercatori dall’INPC – Istituto nazionale per il patrimonio culturale dell’Ecuador, che in questo modo hanno scoperto una serie di città interconnesse, risalenti a 2500 anni fa, nella valle dell’Upano, in Ecuador. Una enormità per i nostri standard ma, in fondo, una piccola parte per la storia della Foresta Amazzonica, che è abitata da almeno 13mila anni.

I ricercatori sono riusciti a individuare una struttura urbana incredibilmente complessa, tra giardini terrazzati per colture, ampie reti stradali, drenaggi fluviali, case ed edifici cerimoniali, su uno schema geometrico di oltre 6mila piattaforme. La rete si estende su una superficie di 300 chilometri quadrati e comprende cinque insediamenti di grandi dimensioni e dieci più piccoli. Uno sviluppo così esteso nell’Alta Amazzonia è paragonabile a sistemi urbani Maya evidenziati in Messico e Guatemala. I risultati della ricerca, che fa parte di un più ampio progetto di studio avviato già nel 2015, sono stati recentemente pubblicati in un articolo su Science, intitolato Duemila anni di città giardino nell’Alta Amazzonia. La scoperta smentisce definitivamente dunque la convinzione che la Foresta Amazzonica fosse un ambiente inospitale per gli esseri umani, popolato esclusivamente da raccoglitori e cacciatori.

«Il ritrovamento di una rete urbana così antica nella Valle dell’Upano evidenzia la diversità a lungo non riconosciuta delle antiche culture amazzoniche, che gli archeologi stanno appena iniziando a ricostruire», ha scritto su Science Lizzie Wade, archeologa esperta di America Latina. Le scoperte sconvolgono la comprensione della civiltà in Amazzonia: secondo Fernando Mejía, archeologo della Pontificia Università Cattolica dell’Ecuador, la città più grande della rete è paragonabile per dimensioni all’altopiano di Giza in Egitto o a Teotihuacán in Messico.

I ricercatori hanno usato il LIDAR, uno strumento di telerilevamento che, tra le altre cose, permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser, oltre che la concentrazione di specie chimiche nell’atmosfera e nelle distese d’acqua. La tecnologia ha applicazioni diversi campi e, nello specifico, in geologia e sismologia la combinazione di GPS e LIDAR può fornire mappe altimetriche del terreno estremamente accurate, che possono rilevare le differenze di quota del suolo anche attraverso la copertura degli alberi. Questa tecnica fu usata anche per mappare la faglia di Seattle, negli Stati Uniti.

I primi studi nella Valle dell’Upano risalgono a quasi 30 anni fa e furono condotti da Stéphen Rostain, archeologo del CNRS – Centre national de la recherche scientifique. Le sue ricerche si concentravano su due grandi insediamenti, Sangay e Kilamope, e portarono alla scoperta di strutture architettoniche e reperti come ceramiche decorate e brocche contenenti residui della chica, l’arcaica birra di mais o di manioca. Ma fino a ora non c’era una panoramica completa della Regione. Grazie agli studi avviati nel 2015 dall’INPC e condotti con il LIDAR, è stato possibile setacciare la Foresta Amazzonica dall’alto, svelando caratteristiche topografiche nascoste dalla vegetazione. Secondo Antoine Dorison, coautore dello studio presso il CNRS, la popolazione di questa rete urbana potrebbe essere compresa tra le 10mila e le 30mila persone. «Stiamo appena iniziando a capire come funzionavano queste città», ha detto a Science Carla Jaimes Betancourt, professoressa di antropologia specializzata nell’Amazzonia sudoccidentale presso l’Università di Bonn.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Nuova direzione e nuovi progetti per Casa degli Artisti a Milano: intervista a Giulia Restifo

Casa degli Artisti entra in una nuova fase con una guida rinnovata: residenze multidisciplinari, collaborazioni con istituzioni milanesi e reti…

12 Aprile 2026 19:30
  • Arte contemporanea

Reportage dalla Biennale di Sydney: pratiche della memoria in una mostra diffusa

Il progetto curatoriale mette al centro memoria e trasmissione, articolandosi in una pluralità di contesti che arricchiscono il racconto ma…

12 Aprile 2026 17:00
  • Mercato

Il Ponte Casa d’Aste inaugura un dipartimento dedicato al fumetto

Continua la corsa della Comic Art sul mercato internazionale. Così Millon e Il Ponte Casa d'Aste curano una vendita dedicata…

12 Aprile 2026 16:52
  • Arte contemporanea

Sidival Fila in dialogo con Raffaello all’Ambrosiana di Milano

Nella Sala del Cartone dell’Ambrosiana, l’intervento di Sidival Fila si affianca al celebre cartone della Scuola di Atene, attivando un…

12 Aprile 2026 16:00
  • Arte contemporanea

L’opera che non doveva esistere. Omaggio all’America Latina tra storia e riattivazione

Ritirata, esclusa dal catalogo, privata dei nomi: “Omaggio all’America Latina” di Cavaliere e Scanavino riemerge a Milano insieme alla performance…

12 Aprile 2026 15:00
  • Fotografia

La giornata di Exposed Torino: guida alle mostre e ai luoghi da visitare oggi

Ecco cosa vedere oggi a Exposed Torino, in un lungo itinerario verso i quartieri a nord del Quadrilatero, tra musei,…

12 Aprile 2026 12:10