La passione per l’archistar sembra
irrefrenabile…
Il problema non è rivoluzionare un sistema che – in tutti i campi
– tende a spettacolarizzare l’espressione creativa. Bensì resistere all’assenza di senso, cioè a
progetti dai connotati esclusivamente commerciali e inconsistenti. A quale
architetto non piace la visibilità? Ma a quanti interessa realmente che questa
sia il frutto di comprovata stima scientifica e culturale? Questo è l’obiettivo
della critica. Ma esiste oggi giorno?
Se dovesse abbattere un
edificio e invece conservarne uno per sempre?
Non ne ho uno specifico. Più in
generale procederei invece verso una politica di rottamazione generalizzata per ciò che attiene estese parti
di città, anche densamente popolate, ma non in grado di rispondere a requisiti
minimi di qualità della vita in termini di servizi e igiene. Le nostre città
sopra i 500mila abitanti, per più del 30% sono caratterizzate da tessuti urbani
di questa natura. Mi sta nel cuore invece – e proporrei per questo una politica
urgente di recupero consapevole – l’enorme patrimonio architettonico realizzato nel
periodo moderno del secolo scorso. Un patrimonio oggi spesso irriconoscibile e
lasciato a un inesorabile degrado. E purtroppo in Italia si tende a non operare
una distinzione chiara tra ciò che è da salvaguardare e ciò che invece può
essere tranquillamente sostituito con opere di nuova concezione…
Come giudica l’architettura dei
musei d’arte contemporanea costruiti in Italia negli ultimi anni? Mi riferisco
a Macro, Maxxi, Museion, ma anche al Pecci o al Mart…
Non particolarmente interessante,
ma neppure cattiva. Ciò che giudico male è la politica che ci sta dietro,
colpevolmente tardiva rispetto al resto del mondo. In Italia si stanno facendo
o concludendo i musei oggi, mentre nel resto del mondo si sta già mettendo in
discussione l’efficacia di tale politica: la riflessione in corso riguarda
infatti il futuro dell’arte contemporanea, una volta superato il concetto
classico di spazio espositivo-museale. Realtà e cultura dell’arte dovrebbero
reinventare il concetto stesso di luogo espositivo, a favore di nuove forme
d’esperienza e d’incontro!
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Sejima
alla Biennale di Architettura
Archistar
e società dello spettacolo
Info: tel. +39 3203666760; info@centrostudiusine.it;
www.festivaldellecittaimpresa.it
[exibart]
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