Categorie: Architettura

biennale 2010_padiglioni nazionali | FunBiennale

di - 15 Ottobre 2010
Se si è bambini si va ai giardini per giocare. Ma anche
quando si diventa grandi si può entrare ai Giardini e divertirsi con giochi d’ogni
tipo. Il “parco” in questione è quello che ospita alcuni degli storici padiglioni
nazionali della Biennale di Architettura 2010, intitolata People meet in
Architecture
, e
le attrazioni ludiche sono le installazioni scelte dai commissari nazionali e
realizzate dagli architetti.

Provate per prima cosa a inoltrarvi nella foresta
artificiale Hylozoic Ground del Canada: piante di plastica sensibili al passaggio
degli umani, ampolle piene di liquidi misteriosi, suoni accattivanti… Una
scenografia di Avatar? No, un progetto di architettura responsabile realizzato da Philip
Beesley
, che
vuole evidenziare come l’ambiente, la natura e l’uomo siano in un rapporto
simbiotico, con un richiamo all’”ilozoismo”, antica credenza secondo la quale
il principio della vita è intrinseco alla materia. Una sensazione delicata,
dominata dal ritmo del respiro.

Respiro che si fa decisamente più rapido e concitato al
solo pensiero del padiglione della Polonia, Emergency exit (Agnieszka Kurant e Aleksandra Wasilkowska). Quale uscita di emergenza?
Quella di un salto nel vuoto, che i visitatori possono spiccare dopo aver
scalato una “scala distorta”: ci si trova davanti a un mare di nuvole e l’invito
è quello di abbandonare ogni remora, fidarsi ciecamente e precipitare. Garantiti
materassi e scivoli di sicurezza.


Dopo tante emozioni, meglio far visita a padiglioni più “tranquilli”,
come quello delle Repubbliche Ceca e Slovacca, e lì dar spazio alla creatività
del costruire, raccogliendo tanti listelli di legno e componendo piccoli e
grandi edifici, proprio come quelli esposti con il titolo Natural Architecture (Martin Rajniš e e-mrak with Zlatý rez). L’accento è
posto sui materiali naturali, su costruzioni eco-compatibili e leggere, su case
ed edifici sospesi e autoportanti che sostituiscono la pesantezza del cemento.

Anche nel giapponese Tokyo Metabolizing (Ryue Nishizawa e Yoshiharu Tsukamoto) si potrebbe giocare a lungo: deliziosi modellini
in grande scala sono arredati alla perfezione, mancano solo le bambole ad
abitarli. Ma tutto il resto non è stato trascurato, dalle tazzine ai divani,
dalle ciabattine pronte all’uso ai fiori di carta. Oltre alla parte centrale
del Padiglione giapponese, popolata da tante casette in cui sbirciare dalle
finestre e da ogni apertura (perfino dal pavimento, accessibile dall’esterno),
i curatori offrono una interessantissima riflessione sui differenti modi di
crescita della città orientale rispetto a quella occidentale, e affascina
osservarne la ricostruzione virtuale nel video proiettato.


E per finire, prima di uscire
dai Giardini, un giro nel progetto israeliano, Kibbutz: An Architecture
Without Precedents

(Zvi Efrat,
Adi Levi-Trau
,
Iris Kashman
e
altri), permetterà ai bambini-raccoglitori
dentro di noi di collezionare tante, tante figurine. Disposte a pile sul
pavimento, le foto dei kibbutz sono a disposizione dei visitatori, che le
possono raccogliere e osservare per comprendere a fondo una tipologia
urbanistica peculiare della nazione, con caratteristiche proprie e specifiche.

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dal 26 agosto al 21 novembre 2010

12. Mostra Internazionale di
Architettura – People meet in architecture

a cura di Kazuyo Sejima

Giardini della Biennale, Arsenale e
sedi varie – 30100 Venezia

Orario: tutti i giorni ore 10-18
(Giardini chiuso il lunedì; Arsenale chiuso il martedì)

Ingresso: intero € 20; ridotto € 16

Info: www.labiennale.org

[exibart]

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