Serpentine Pavilion 2026 a serpentine, designed by Isabel Abascal and Alessandro Arienzo, LANZA atelier. Design render, aerial view. © LANZA atelier. Courtesy Serpentine
Il Serpentine Pavilion si conferma una delle piattaforme più influenti dell’architettura contemporanea e, con l’annuncio del progetto 2026, ribadisce una traiettoria emersa con sempre più decisione negli ultimi anni: quella di una commissione capace di intercettare studi mid-career, spesso prima della definitiva consacrazione internazionale. A firmare il nuovo padiglione temporaneo a Kensington Gardens presso Hyde Park, nel centro di Londra, sarà infatti Lanza Atelier, studio con sede a Città del Messico fondato nel 2015 da Isabel Abascal e Alessandro Arienzo, scelto per un’edizione che segna un passaggio simbolico, visto che sarà il 25mo anniversario del programma promosso dalle Serpentine Galleries.
Nato nel 2000 con il padiglione di Zaha Hadid, il Serpentine Pavilion inizialmente era stato pensato per la cena di fundraising del trentennale della Serpentine. Negli anni ha visto commissioni affidate a nomi come Oscar Niemeyer, nel 2003 e Alvaro Siza, nel 2005, fino ai progetti di Herzog & De Meuron in collaborazione con Ai Weiwei nel 2012, di BIG, nel 2016. Con le ultime edizioni, la commissione sembra aver vissuto una fase di rinnovamento particolarmente evidente, chiamando progettisti capaci di coniugare ricerca teorica, attenzione al contesto e sperimentazione formale. È il caso di Frida Escobedo, scelta nel 2018, o dell’artista Theaster Gates, nel 2022, fino a Lina Ghotmeh, autrice del Serpentine Pavilion 2023, oggi tra le figure più richieste della scena globale.
L’edizione 2026 assume un valore ulteriore proprio per il suo carattere celebrativo. Per l’occasione, il progetto di Lanza Atelier sarà affiancato da un programma speciale di talk e panel realizzato in collaborazione con la Zaha Hadid Foundation, ospitati all’interno della nuova struttura. Come sottolineato da Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della Serpentine, «Fin dalla sua fondazione nel 2000, il Padiglione ha svolto il ruolo di catalizzatore per gli architetti nei momenti cruciali della loro carriera», ricordando come la scelta di Lanza Atelier rappresenti la seconda nomina di architetti messicani dopo Escobedo.
Lo studio, relativamente giovane ma già ampiamente riconosciuto a livello internazionale, non aveva mai realizzato un progetto permanente a Londra. La commissione del Serpentine Pavilion rispetta così una delle regole non scritte del programma, che privilegia architetti non ancora attivi nel contesto costruito della capitale britannica. Lanza Atelier si è fatto conoscere per un lavoro fortemente concettuale e per una ricerca approfondita sui materiali e sul contesto, come dimostra Casa Jajalpa, ritiro immerso nel paesaggio a circa 40 minuti da Città del Messico.
Il progetto per il 2026 si intitola a serpentine e gioca consapevolmente su più livelli semantici. Da un lato richiama il nome della galleria e il vicino lago di Kensington Gardens, dall’altro si ispira alle cosiddette crinkle-crankle walls, i muri ondulati in laterizio diffusi nei giardini inglesi. Una parete sinuosa in mattoni diventa così l’elemento strutturale e simbolico del padiglione, ponendosi in dialogo diretto con il paesaggio circostante e con la tradizione costruttiva locale.
«Immerso in un giardino, evocazione del mondo naturale, il progetto assume la forma di un muro serpentino, concepito come un dispositivo che allo stesso tempo rivela e trattiene», spiegano Abascal e Arienzo, descrivendo un’architettura che modula il movimento, crea pause e soglie, invita alla sosta e all’incontro. Il riferimento al serpente, inteso come forza generativa e protettiva, si intreccia con quello delle antiche fruit walls inglesi, strutture adibite alla creazione di microclimi favorevoli alla crescita, anticipando una riflessione più ampia sull’uso consapevole delle risorse e sulla saggezza costruttiva vernacolare.
La scelta di un unico materiale, il mattone in argilla, rientra pienamente nella metodologia dello studio, che spesso concentra la ricerca su una sola materia per esplorarne fino in fondo le potenzialità storiche, tecniche e simboliche. Il padiglione si articolerà in uno spazio interno abitabile e in un’area esterna pensata come luogo di aggregazione, con una particolare attenzione allo spazio del giardino, spesso marginale nelle edizioni precedenti.
Lanza Atelier si inserisce così in quella che gli stessi fondatori definiscono una nuova stagione dell’architettura messicana, caratterizzata da sperimentazione, collaborazione e apertura internazionale. «Ogni commissione è un’opportunità per fare qualcosa di interessante, per sperimentare, per spingere i confini di ciò che significa architettura», afferma Abascal, sintetizzando un approccio che trova nel Serpentine Pavilion una piattaforma ideale.
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