“Due anni dalla morte di Bruno Zevi. Ci voltiamo indietro e ci accorgiamo del vuoto…” (F. Colombo). E’ emozionante rileggere lo scritto di Zevi, perorazione alla rinascita del Partito d’Azione, qui riproposto in omaggio al maestro. Lo è soprattutto nelle prime righe, dove esplode tutta la carica del personaggio che vive all’unisono il ruolo di uomo e di architetto;
sulle orme di Rosselli, maestro indiretto anche per tutto quello che Zevi ha dato all’architettura.
Ed i contenuti non finiscono qui. Tutti da leggere anche il forum sul “costruire verticale” e la retrospettiva su Imre Makovecz. Il primo, una tavola rotonda tra Paolo Soleri, Aldo Loris Rossi, Pippo Ciorra, Piero Sartogo, Luca Zevi e Furio Colombo sul tema del grattacielo, delinea una chiara rilettura del tema, post 11 Settembre, senza sentimentalismi, e soprattutto, cosa rara, senza autocandidature per l’appetibile progetto del ground zero.
Il secondo, un saggio sulle opere di Imre Makovecz, maestro ungherese di statura mondiale capace, di raccogliere le difficili eredità di Wright e Steiner.
Al contorno, la vetrina Selearchitettura è particolarmente ricca di gioielli, anche già abbondantemente celebrati. E per Spaziarte, la seconda puntata della presentazione di “Volume!”, galleria romana in bilico tra arte e architettura.
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