Se non ricordo male è di circa un mese fa la demolizione del villaggio vacanze sardo nei pressi della bellissima spiaggia di Baia Chia. La notizia, letta sui quotidiani, aveva destato, sicuramente, qualche perplessità perché non si trattava di un singolo albergo, vuoto da anni, di casette sparse nella valle dei templi, orrori e scempi da tutti riconoscibili, ma di un grande e rinomato villaggio vacanze ripieno di turisti in vacanza. Chiunque, credo, si è facilmente immedesimato nel turista impegnato ad
Il sogno, però, pare destinato a svanire: la cultura del rispetto dell’ambiente sembra destinata ad essere nuovamente soppiantata dalla cultura del profitto, della cementificazione, di uno sviluppo incosciente e distruttivo. E’ il ritorno del fantasma craxiano, di un paese che pare arricchirsi, ma che lo fa attingendo indiscriminatamente alle proprie risorse, nutrendosi della propria carne, come il celebre Conte Ugolino. Il cannibalismo ambientalista favorito da due disegni di legge (ddl 373 e ddl 374), viene osteggiato apertamente solo ed esclusivamente da associazioni quali WWF, Italia Nostra e Fai. Sulle pagine de La Repubblica di venerdì 27 luglio, si denuncia l’incostituzionalità delle proposte di legge, il serio pericolo che l’Italia può correre se esse passeranno in Parlamento.
La domanda sorge spontanea: perché non si levano voci, commenti, proposte, denunce a riguardo da parte del mondo degli architetti? Perché il CNA, i nostri Ordini, gli organi di rappresentanza non intervengono nel dibattito? Non abbiamo noi nulla da dire in difesa dell’ambiente, della storia, dei monumenti del nostro bel paese? Non hanno, gli architetti, alcuna voce in capitolo? Forse le alte sfere della nostra categoria sperano di poter arraffare qualche briciola da una legge che promette
Francesca Pagnoncelli
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