In mostra fino al prossimo 27 febbraio alla Palazzina Reale in Piazza Stazione a Firenze, i progetti dello studio di architettura QB Atelier, nato nel 2010 a Ferrara dall’incontro professionale tra Federico Orsini e Filippo Govoni, mostrano come l’equilibrio perfetto tra sensibilità artigianale e sperimentazione dia luogo a spazi che sono diretta emanazione dello stile di vita di ognuno. Tutto nasce, spiegano Orsini e Govoni, dal briefing con il cliente e dalle fasi iniziali in cui il progetto viene ideato, cercando di mediare tra le necessità e i desideri che le persone manifestano e non partendo da schemi precostituiti dal punto di vista stilistico e concettuale.
Lo sviluppo progettuale viene poi condotto in maniera puntuale ma flessibile, cosicché dinamismo della visione architettonica e interpretazione dell’esperienza umana permettano di giungere a una realizzazione perfettamente coerente con i comportamenti e gli stili di vita.
Ogni progetto viene dunque concepito esattamente come uno chef pensa e realizza un suo piatto: gli ingredienti vengono dalla committenza, dipendono dalle regole normative e dalla ricerca che QB Atelier realizza sia nel concept, sia nella scelta dei materiali, sia nella determinazione delle linee costruttive.
Ecco dunque spiegato il nome dello Studio che si riconnette proprio all’attività culinaria: “QB” ossia “Quanto Basta” in termini di sensibilità umana, quella cioè che consente al progettista di comprendere in profondità le necessità delle persone, di interpretarle, restituendo un’architettura che sia conforme a esse oltre che bella da vedere. In questo modo, i progetti architettonici non sono più solo e soltanto degli oggetti estetici, ma divengono delle macchine esperienziali dell’abitare e, conseguentemente, del vivere quotidiano.
Nel racconto di QB Atelier, durante la lecture che si è tenuta all’inaugurazione, è emerso come il lavoro dello studio di architettura si concentri su due fronti: quello della committenza privata e quello dei concorsi pubblici che hanno visto spesso Govoni e Orsini protagonisti di realizzazioni in cui il loro approccio sperimentale e flessibile è stato la chiave di volta per creare progetti architettonici adeguati anche alla dimensione sociale, urbana e del paesaggio.
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