Sartoris e Terragni, protagonisti del Razionalismo: la mostra a Como

di - 17 Dicembre 2023

Como, opulenta città al confine della Svizzera, fondata come campo militare romano e poi trasformata lentamente in un denso tessuto medievale studiato appassionatamente dal compianto Gianfranco Caniggia, celebra quest’anno i dieci anni di attività del MAARC – Museo virtuale astrattismo e architettura. Si tratta di una associazione volontaria di intellettuali, professionisti, artisti e cittadini che intendono ricordare la centralità della città nell’elaborazione di una cultura moderna nel nostro Paese. Moderna nel senso dei CIAM, i Congressi Internazionali di Architettura Moderna fondati da Le Corbusier, Gropius e Mies van der Rohe nel 1928, dove “moderno” voleva dire diffondere l’utilizzo dei nuovi materiali da costruzione, come ferro, cemento armato e vetro, per affermare i programmi della nuova città industriale – fabbriche, case popolari, fiere – e adoperare un linguaggio astratto e dinamico che, sulla scia dell’Impressionismo, fosse animato dai piani astratti delle Avanguardie artistiche del primo Novecento e, infine, lottare anche politicamente per l’adozione di regole urbanistiche nuove e funzionali, in particolare per l’inurbamento delle classi operaie.

L’architetto Giuseppe Terragni (1904-1943) è stato il catalizzatore di questo rinnovamento, il Brunelleschi di Como per dire. Ma anche il suo “carissimo amico” Alberto Sartoris (1901-1998) è stato protagonista. Rappresentante italiano con Gino Maggioni al primo CIAM del 1928, nel 1933, quando i principi urbanistici Carta d’Atene furono delineati, Sartoris fu assente per una specie di colpo di mano fatto dai rigoristi milanesi capeggiati da Piero Bottoni.

Terragni e Sartoris a Como capitale del razionalismo italiano 1926-1943, veduta della mostra, 2023. Foto per gentile concessione di Lorenza Cerruti

Tornando al MAARC, la sua azione non è nostalgica ma combattiva: per esempio nel cercare di avere una importante architettura di Terragni, la Casa del Fascio o lo stupendo ex Asilo Sant’Elia – colpevolmente chiuso da molti anni e in progressivo degrado – come museo del razionalismo. Operazione necessaria perché la città-capitale-del-razionalismo e già oggi meta di continui pellegrinaggi di esperti e architetti da tutto il mondo.

Il MAARC, grazie all’azione dell’architetto Ebe Gianotti che ne è l’attuale presidente, ha ordinato una bellissima mostra, Terragni e Sartoris a Como capitale del razionalismo italiano 1926-1943, visitabile gratuitamente sino al 31 dicembre 2023, negli spazi voltati della ex chiesa di San Pietro in Atrio.

Terragni e Sartoris a Como capitale del razionalismo italiano 1926-1943, veduta della mostra, 2023. Foto per gentile concessione di Lorenza Cerruti

La mostra, a cura del MadeinMarc e della Epfl, ha come curatore scientifico Salvatore Aprea, direttore degli archivi della costruzione moderna presso il politecnico di Losanna. È un lavoro serio e appassionato e presenta molti documenti originali che almeno io non conoscevo, come la straziante lettera del 6 luglio 1943, a pochissimi giorni dalla morte di Giuseppe, al carissimo Alberto. Pregevole anche la ricostruzione del quartiere di Rebbio. È uno dei pochi casi in cui Terragni, di nuovo con Sartoris, è scolastico. Nel senso che applica in maniera ortodossa le regole del CIAM e della Carta di Atene.

Terragni e Sartoris a Como capitale del razionalismo italiano 1926-1943, veduta della mostra, 2023. Foto per gentile concessione di Lorenza Cerruti

Quando invece è stretto dal contesto, Terragni inventa – Casa Rustici a Milano, il quartiere Cortesella o la casa Vietti a Como -, qui, che ha carta bianca, applica. Ma ci si dimentica della sostanza storica nel fare questa critica. Non solo il piano di Como è il primo del genere nell’Italia intera, ma anche questo quartiere per una utenza super popolare è il primo del suo genere.

La storia serve a capire nel loro momento i fatti e, da questi, elaborare un giudizio critico. Sartoris e Terragni sono rivoluzionari: sarà che faccio libri, credo però che alla mostra sia assente un grande protagonista. Che è il libro di Sartoris Gli Elementi dell’Architettura funzionale, pubblicato per la prima volta nel 1932 e poi ripetutamente ampliato e ristampato, sempre da Hoepli. Questo libro, nell’edizione in francese in due volumi del 1948, inizia, per chi non lo ricordasse, con una immagine della Casa del Fascio e non della Villa Savoye di Le Corbusier e va avanti per decine di pagine con Terragni che, giustamente, appare come uno dei massimi artefici dell’architettura internazionale. Scoprire quelle immagini fu una rivelazione per molti architetti di tutto il mondo che intrapresero viaggi alla scoperta del razionalismo italiano.

Terragni e Sartoris a Como capitale del razionalismo italiano 1926-1943, veduta della mostra, 2023. Foto per gentile concessione di Lorenza Cerruti

Che Paese assurdo e meraviglioso che è questo nostro. Pieno di mille contraddizioni ma in cui scorre un sangue troppo antico per non essere capace di affrontare con coraggio il nuovo.

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