Categorie: Architettura

Serpentine Pavilion 2025: a Londra il tempo sospeso di Marina Tabassum

di - 29 Gennaio 2025

Il Serpentine Pavilion di Kensington Garden, a Londra, è ormai consacrato come un luogo d’eccellenza, pur temporaneo, di sperimentazione, invitando gli architetti di tutto il mondo a ripensare il rapporto tra struttura, paesaggio e spazio pubblico: per la sua 25ma edizione nel 2025, la commissione è stata affidata a Marina Tabassum, celebre architetta originaria del Bangladesh, il cui lavoro è incentrato sull’equilibrio tra l’effimero e il permanente. Il progetto per il padiglione, intitolato A Capsule in Time, promette di essere una meditazione su «Memoria, movimento e adattamento ambientale», rafforzando il ruolo della Serpentine come piattaforma per un’architettura radicale e socialmente impegnata.

Marina Tabassum © Asif Salman

Serpentine Pavilion 2025: un’architettura di memoria e movimento

MTA – Marina Tabassum Architects, lo studio di Tabassum, è noto per il suo impegno nei confronti del clima e della giustizia sociale, in particolare in Bangladesh, un Paese che sta affrontando il problema dell’innalzamento del livello del mare e dello sfollamento ambientale. Il suo acclamato progetto Khudi Bari (Small House) – case mobili e leggere per le comunità lungo gli argini dei fiumi – incarna la sua etica di adattabilità e resilienza. Con A Capsule in Time, Tabassum trasferisce queste idee a Londra, realizzando una struttura dinamica in legno composta da quattro forme simili a capsule con facciate traslucide, progettate per filtrare la luce in modo da ricordare le tende Shamiyana bengalesi.

Serpentine Pavilion 2025, designed by Marina Tabassum, Marina Tabassum Architects (MTA). Design render. Photo: © Marina Tabassum Architects (MTA). Courtesy Serpentine

Il cuore del padiglione è costituito da un elemento cinetico: una delle forme a capsula può muoversi e riconfigurare lo spazio, riflettendo l’interesse di Tabassum per la flessibilità e la trasformazione. Il progetto si allinea anche al campanile della Serpentine South, rafforzando il suo dialogo con la storia e il luogo. Il padiglione di Marina Tabassum sarà svelato al pubblico il 6 giugno 2025.

Echi di padiglioni passati

Il progetto di Tabassum si inserisce in un filone di innovazioni architettoniche promosse dalla Serpentine. Il riquadro di legno che filtra la luce ricorda il Padiglione 2018 di Frida Escobedo, che giocava con le superfici traforate per creare schemi mutevoli di luce e ombra. La sua natura cinetica rimanda alla struttura del 2006 di Rem Koolhaas e Cecil Balmond, dove un elemento fluttuante si librava sopra lo spazio, alterando la percezione del peso e del movimento. Nel frattempo, la sua attenzione al coinvolgimento sociale e all’esperienza collettiva si allinea con il progetto di Theaster Gates, che trasformò il Padiglione in un luogo di raccoglimento e riflessione.

Come il Padiglione di Bjarke Ingels del 2016, concepito come un “muro aperto” modulare, il progetto di Tabassum esplora il potenziale dell’architettura trasformabile, sfidando l’idea di strutture statiche. Tuttavia, a differenza delle commissioni precedenti, il suo Padiglione è profondamente informato dalle emergenze ambientali del Sud del Mondo. Tuttavia, la questione ambientale era in primo piano anche nel progetto del 2021 dello studio Counterspace, che raggiunse il target carbon negative, arrivando a rimuovere dall’atmosfera più Co2 di quanta ne era stata emessa.

Un Padiglione vivente: comunità nello spazio pubblico

In occasione dei 25 anni della commissione del Serpentine Pavilion, il Padiglione di Tabassum proporrà dunque sia una riflessione sulla storia dell’architettura che una dichiarazione di intenti su clima, cambiamento sociale e memoria collettiva.

Serpentine Pavilion 2025, designed by Marina Tabassum, Marina Tabassum Architects (MTA). Design render. Photo: © Marina Tabassum Architects (MTA). Courtesy Serpentine

Come nelle precedenti edizioni, il Serpentine Pavilion 2025 sarà attivato attraverso un programma di performance dal vivo, talk e incontri pubblici. Bettina Korek, CEO di Serpentine Galleries, e Hans Ulrich Obrist, direttore artistico, descrivono A Capsule in Time come un progetto che «Onora i legami con la Terra e celebra lo spirito della comunità».

«Il Serpentine Pavilion offre una piattaforma unica, sotto il sole dell’estate, per riunirsi come persone ricche di diversità. Il palcoscenico è pronto, i posti a sedere sono stati sistemati. Immaginiamo diversi eventi e incontri in questo spazio versatile che unifica le persone attraverso conversazioni e connessioni», ha dichiarato Tabassum.

Articoli recenti

  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02
  • Moda

All’origine dello stile: il disegno di Giorgio Armani in mostra a Parma

All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…

17 Gennaio 2026 19:25
  • Mercato

Il nuovo corso dell’arte digitale, tra mercato e istituzioni

Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte

17 Gennaio 2026 19:14
  • Mostre

Nel cuore delle forme: Mimmo Paladino e l’Umbria come geografia interiore

L'antologica diffusa in tre città umbre restituisce la complessità di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…

17 Gennaio 2026 19:02
  • Arte antica

Catharina van Hemessen, un’artista cinquecentesca da riscoprire

Pioniera del ritratto e dell’autoritratto, Catharina van Hemessen è stata una delle prime donne pittrici del Cinquecento europeo. Una mostra…

17 Gennaio 2026 15:30