Serpentine Pavilion 2025, designed by Marina Tabassum, Marina Tabassum Architects (MTA). Design render. Photo: © Marina Tabassum Architects (MTA). Courtesy Serpentine
Il Serpentine Pavilion di Kensington Garden, a Londra, è ormai consacrato come un luogo d’eccellenza, pur temporaneo, di sperimentazione, invitando gli architetti di tutto il mondo a ripensare il rapporto tra struttura, paesaggio e spazio pubblico: per la sua 25ma edizione nel 2025, la commissione è stata affidata a Marina Tabassum, celebre architetta originaria del Bangladesh, il cui lavoro è incentrato sull’equilibrio tra l’effimero e il permanente. Il progetto per il padiglione, intitolato A Capsule in Time, promette di essere una meditazione su «Memoria, movimento e adattamento ambientale», rafforzando il ruolo della Serpentine come piattaforma per un’architettura radicale e socialmente impegnata.
MTA – Marina Tabassum Architects, lo studio di Tabassum, è noto per il suo impegno nei confronti del clima e della giustizia sociale, in particolare in Bangladesh, un Paese che sta affrontando il problema dell’innalzamento del livello del mare e dello sfollamento ambientale. Il suo acclamato progetto Khudi Bari (Small House) – case mobili e leggere per le comunità lungo gli argini dei fiumi – incarna la sua etica di adattabilità e resilienza. Con A Capsule in Time, Tabassum trasferisce queste idee a Londra, realizzando una struttura dinamica in legno composta da quattro forme simili a capsule con facciate traslucide, progettate per filtrare la luce in modo da ricordare le tende Shamiyana bengalesi.
Il cuore del padiglione è costituito da un elemento cinetico: una delle forme a capsula può muoversi e riconfigurare lo spazio, riflettendo l’interesse di Tabassum per la flessibilità e la trasformazione. Il progetto si allinea anche al campanile della Serpentine South, rafforzando il suo dialogo con la storia e il luogo. Il padiglione di Marina Tabassum sarà svelato al pubblico il 6 giugno 2025.
Il progetto di Tabassum si inserisce in un filone di innovazioni architettoniche promosse dalla Serpentine. Il riquadro di legno che filtra la luce ricorda il Padiglione 2018 di Frida Escobedo, che giocava con le superfici traforate per creare schemi mutevoli di luce e ombra. La sua natura cinetica rimanda alla struttura del 2006 di Rem Koolhaas e Cecil Balmond, dove un elemento fluttuante si librava sopra lo spazio, alterando la percezione del peso e del movimento. Nel frattempo, la sua attenzione al coinvolgimento sociale e all’esperienza collettiva si allinea con il progetto di Theaster Gates, che trasformò il Padiglione in un luogo di raccoglimento e riflessione.
Come il Padiglione di Bjarke Ingels del 2016, concepito come un “muro aperto” modulare, il progetto di Tabassum esplora il potenziale dell’architettura trasformabile, sfidando l’idea di strutture statiche. Tuttavia, a differenza delle commissioni precedenti, il suo Padiglione è profondamente informato dalle emergenze ambientali del Sud del Mondo. Tuttavia, la questione ambientale era in primo piano anche nel progetto del 2021 dello studio Counterspace, che raggiunse il target carbon negative, arrivando a rimuovere dall’atmosfera più Co2 di quanta ne era stata emessa.
In occasione dei 25 anni della commissione del Serpentine Pavilion, il Padiglione di Tabassum proporrà dunque sia una riflessione sulla storia dell’architettura che una dichiarazione di intenti su clima, cambiamento sociale e memoria collettiva.
Come nelle precedenti edizioni, il Serpentine Pavilion 2025 sarà attivato attraverso un programma di performance dal vivo, talk e incontri pubblici. Bettina Korek, CEO di Serpentine Galleries, e Hans Ulrich Obrist, direttore artistico, descrivono A Capsule in Time come un progetto che «Onora i legami con la Terra e celebra lo spirito della comunità».
«Il Serpentine Pavilion offre una piattaforma unica, sotto il sole dell’estate, per riunirsi come persone ricche di diversità. Il palcoscenico è pronto, i posti a sedere sono stati sistemati. Immaginiamo diversi eventi e incontri in questo spazio versatile che unifica le persone attraverso conversazioni e connessioni», ha dichiarato Tabassum.
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