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Fino al 31.I.2014 | Ravenna Mozaikleri – The Mosaics of Ravenna | Istanbul, Archaeological Museums

di - 27 Gennaio 2014
Non bisogna certo andare a Istanbul per scoprire la meraviglia dei mosaici di Ravenna. Ma l’occasione della mostra Ravenna Mozaikleri – The Mosaics of Ravenna, allestita all’Archaeological Museums della metropoli turca – in collaborazione con il Comune romagnolo l’Ambasciata d’Italia in Turchia, e l’Istituto Italiano di Cultura ad Istanbul – oltre ad essere un motivo in più per visitare la città, rappresenta un’indubbia opportunità per capire fino in fondo l’essenza di quella creazione artistica. Contestualizzando i personaggi e trovando motivo di confronto in quelle uniche opere in grado di confrontarsi con la manifattura ravennate che Istanbul custodisce. Facendo leva, in parte, sugli aspetti storico artistici che le due città hanno condiviso attraverso i secoli. E non solo perché con questa esposizione, gli imperatori Giustiniano e Teodora, resi immortali nei mosaici di Ravenna, “tornano” nella loro patria. Ma anche, e soprattutto, per il percorso culturale che viene compiuto a Istanbul, potendo ammirare i migliori esemplari di mosaici di impronta bizantina, nel raggio di pochi chilometri.

A pochi passi dal Museo Archeologico, dove sostano i capolavori della Basilica di San Vitale, del Mausoleo di Galla Palacidia, del Battistero di Neon, della Basilica di S. Apollinare Nuovo, si erige un’altra splendida Basilica: Aya Sofia (Santa Sofia per noi italiani), monumento chiave dell’architettura di tutti i tempi – da cui prese addirittura ispirazione anche quella Basilica di San Marco di Venezia – anch’essa sede di pregiati mosaici, unici esemplari paragonabili a quelli di Ravenna. E ancora, poco più in là, nella zona occidentale, un altro capolavoro completa l’itinerario: con il “Chora Museum” (Kariye Müzesi) uno dei più importanti esempi di architettura bizantina sacra ancora esistenti, che propone mosaici e affreschi presenti tra le produzioni più importanti della pittura bizantina.
In uno scenario di questo tipo, dunque, si collocano le opere ravennati. Nonostante si tratti (come del resto è inevitabile) di riproduzioni, quindi di copie, degli storici affreschi, le composizioni trasferite a Istanbul furono riprodotte dall’Accademia di Belle Arti nei primi anni 1950 dal Gruppo Mosaicisti che, per garantire l’assoluta fedeltà agli originali, ha applicato con maestria e rigore l’antica tecnica dell’arte musiva. La stessa che ancora oggi viene tramandata grazie alla vitalità degli artisti della scuola ravennate, capaci di rinnovarla e arricchirla continuamente con nuove forme espressive e contaminazioni e di diffonderla sul piano internazionale. Uno degli scopi, peraltro, per cui nasce la mostra turca. È evidente nella seconda parte che completa il percorso espositivo, dopo i capolavori ravennati, dove trovano spazio una serie di opere contemporanee tutte rigorosamente in mosaico. Nel segno della continuità di quest’arte che contraddistingue nei secoli la nostra città e la rilancia oggi, in un contesto di primo livello.
In una specifica sezione della mostra, sotto il titolo di Dialogues/1. New Mosaics from Ravenna, curata da Maria Rita Bentini, sono esposti i lavori realizzati da giovani artiste dell’Accademia di belle arti di Ravenna: Kina Bogdanova, Federica di Criscienzo, Francesca Gazzotti, Roberta Grasso, Silvia Naddeo, Elena Saraceni, Matylda Tracewska e un mosaico collettivo, realizzato da ex allievi, ispirato a un quadro di Alighiero Boetti. Un potenziale trampolino di lancio in concomitanza della candidatura della città emiliana nella short list delle candidate al capitale europea della cultura nel 2019. Oltre a un evento imperdibile, almeno per chi passa da quelle parti.
Alessio Crisantemi
mostra visitata il 01 gennaio 2014
dal 15 novembre 2013 al 31 gennaio 2014
İstanbul Archaeological Museums
Alemdar Cad. Osman Hamdi
Bey Yokuşu Sk, 34122
Sultanahmet / Fatih, İSTANBUL
Orari: dal martedì alla domenica dalle 9:00  alle 17:00
@https://www.twitter.com/AleCrisantemi

Nato nel 1980, è appassionato di arte, con particolare propensione per quella figurativa, collabora con Exibart dal 2008. Nonostante la formazione self-taught nel campo dell'arte, si è affermato nel tempo come esperto di pittura, partecipando alla giuria di numerosi concorsi e collaborando come corrispondente di arte e cultura per varie testate. Tra i vari incarichi per Exibart, cura oggi la rubrica Case ad Arte dedicata alle dimore degli artisti in Italia e all'estero.

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