E’ grazie alla collaborazione di tre grosse istituzioni – nell’ordine, il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il Museo Thyssen-Bornemizsa di Madrid e il Museo delle Belle Arti di Lione – che è stato possibile realizzare un’importante retrospettiva su Alfred Sisley, uno dei grandi protagonisti della pittura mondiale dell’Ottocento. Articolata in sette sezioni cronologiche che scandiscono la scelta dei temi – essenzialmente paesaggi – cari all’artista, la mostra si prefigge di illustrare l’evoluzione della sua arte fino agli ultimi anni della sua vita, finora poco conosciuti .
La prima sezione raggruppa alcuni quadri eseguiti negli anni sessanta dell’Ottocento, quando inizia a delinearsi la personalità artistica di Sisley: i quadri dei primi anni ritraggono principalmente la foresta di Fontainebleau, dove Sisley andava a dipingere en plein air con i suoi amici Monet, Renoir e Bazille e i dintorni di Parigi. A volte raffigura lo stesso paesaggio in diversi momenti della giornata o a seconda delle stagioni dell’anno. Come disse molto bene il poeta Mallarmé, “Sisley fissa i momenti fuggitivi della giornata… sulla sua tela, l’aria frizzante si smuove e le foglie sussultano e tremano ancora”.
Nelle sette sale dedicate alla mostra sfilano i paesaggi dei luoghi dove Sisley ha vissuto e che ha avuto modo di conoscere a fondo, ritraendone i minimi particolari e le diverse sfumature di colore. Si tratta spesso di quadri
Tra i vari quadri presenti alla mostra, sono degni di nota i paesaggi invernali ritratti dall’artista che mostra una vera fascinazione di fronte al variare della luce nelle diverse ore della giornata o secondo le stagioni. Effetto di neve a Louveciennes è considerato uno dei paesaggi innevati più riusciti di Sisley. Si scorgono in lontananza alcuni personaggi che salgono lungo un viale imbiancato e tutta la china della collina è inondata dalla luce rosea del sole.
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