Categorie: around

fino al 9.IV.2012 | David Hockney | Londra, Royal Academy

di - 23 Marzo 2012
A settantacinque anni suonati, David Hockney cavalca una splendida primavera europea. Stanco della luce omogenea della California, sperimenta alacremente un impressionismo bucolico implementato dalla “smart painting technologie”. Tornato a casa, in pochi anni ha prodotto questo ciclo, formidabile per energia e determinazione. La determinazione a diventare l’ultimo paesaggista inglese, inserendosi nel solco di un’antica tradizione. Ed eternando l’East Yorkshire, regione quasi sconosciuta rispetto a tante verdi contrade della Gran Bretagna immortalate da Ward, Constable, Turner. Nel 2007, la Royal Academy gli ha offerto i propri spazi per una grande mostra. Quattro anni, ed ecco un’esposizione di 150 opere, forte di un impianto scenografico monumentale. Si è divertito, e ha preso tutto, Hockney. La mostra è un successo. Gli inglesi fremono all’idea della consacrazione di un altro mito patrio. Facendoci largo tra la folla (prevendite chiuse, biglietti esauriti fino ad aprile, ressa da mercato), l’abbiamo visitata. A Bridlington, Hockney è stato rapito dalla magia della luce che continuamente muove il paesaggio. Vi si è immerso, e dal 1999 si è messo a studiarlo. 
Da lì, è stato un crescendo di scala. Per catturare l’esuberanza vitale della natura, l’artista ha iniziato a creare immagini sempre più grandi, assemblando le tele su una griglia geometrica. Ne è uscito A Bigger Picture, una mostra in cui si trovano quadri giganteschi (come The Arrival of Spring in Woldgate, opera composta da 52 disegni realizzati con un programma di tocco sull’ipad, e da un quadro con 32 moduli, di 10 metri di base). Per cogliere la luce della campagna inglese, che cambia continuamente, come un fluido iridescente, era necessaria una tecnica rapida, istantanea.  Hockney ha lavorato outdoor, dipingendo la natura dal vero e praticando l’analisi seriale dei soggetti nella luce, come il Monet di Giverny. Ma la luce fugge rapida, lavorare en plein air non era sufficiente.  Allora Hockney ha messo a punto un originale sistema di cattura delle immagini. Oltre ad utilizzare occhio, immaginazione e memoria, si è servito degli ausilii tecnologici, come la fotografia, il video, il disegno a mano sul display dell’ipad. Ha percorso l’East Yorkshire a bordo di una jeep, su cui erano montate 9 fotocamere accostate. Ed ha registrato il paesaggio a grande dettaglio. In seguito, nello studio, ha ricomposto le immagini al computer, usandole per controllare lo sviluppo della composizione pittorica. Così sono nati alberi e boschi, campi, strade (i Tunnels) e tronchi (Winter Timbers & Totems). Insieme ai video, altri ritratti mobili del paesaggio. Questi strumenti non hanno condizionato lo stile, che rimane assolutamente personale. Il segno grafico di Hockney è semplificativo e stilizzante, elegante e vivido, chiaro e conciso. Ricorda il Van Gogh di Arles, ma anche l’Impressionismo, il Post-impressionismo, i Fauves.  L’immagine si definisce attraverso una sorta di processo di distillazione, in cui l’artista, staccatosi dalla realtà, dà spazio alla propria immaginazione sintetica.
La mostra lascia un’impressione di ariosità e freschezza, grazie alla forza del colore che fa rivivere i  paesaggi.
Paesaggi giganteschi, soprattutto nelle ultime sale, coi quali Hockney ha voluto trascinare il pubblico nello spettacolo, generando in lui quella soggezione (awe), sensazione propria del Sublime che da sempre caratterizza lo sguardo dell’uomo e del pittore sulla natura.

gianluca d’incà levis
mostra visitata il 24 febbraio 2012
dal 21 gennaio al 9 aprile 2012
David Hockney – RA: A Bigger Picture
Royal Academy of Arts
Burlington House
Piccadilly
London W1J 0BD
Info:
www.royalacademy.org.uk
[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

È morto Remo Salvadori, artista della contemplazione e della materia

Scultore della percezione e dello spazio, Remo Salvadori è morto a 79 anni: una carriera internazionale, tra la Biennale e…

19 Maggio 2026 19:32
  • Arte contemporanea

Roma Gallery Weekend 2026: un viaggio tra le gallerie della capitale

Contemporanea 2026 ha coinvolto 32 gallerie romane con mostre, aperture speciali e itinerari tra centro storico, Ostiense, San Lorenzo ed…

19 Maggio 2026 17:22
  • Mostre

Nel Padiglione della Repubblica di San Marino, la pittura di Mark Francis diventa un “mare di suono”

Per la 61. Biennale d’Arte, l’artista nordirlandese Mark Francis trasforma il Tana Art Space di Venezia in un dispositivo sinestetico…

19 Maggio 2026 16:45
  • Progetti e iniziative

Nel 2027 la Corea dedicherà un’intera Biennale al proprio alfabeto

Non solo K-Pop e K-Beauty: la nuova Biennale dell’Hangeul trasformerà la città di Sejong in un museo a cielo aperto,…

19 Maggio 2026 16:15
  • Mostre

Il viaggio cosmico e poetico di Yuri Catania, in una mostra a Val Mara

Astronauti, paesaggi alpini e giardini notturni nella mostra personale di Yuri Catania visitabile presso la Casa comunale Val Mara di…

19 Maggio 2026 14:23
  • Architettura

Coesistenza, pratiche sociali e giardini cinesi: ecco come sarà La Biennale Architettura 2027

Presentati a Venezia il titolo e il tema della Biennale Architettura 2027: gli architetti cinesi Wang Shu e Lu Wenyu…

19 Maggio 2026 13:21