Caravaggio (Michelangelo Merisi) Giuditta e Oloferne 1598-1602 olio su tela; 145x195 cm Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini, Roma (IT) Crediti: Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma (MiC) - Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la storia dell'arte/Enrico Fontolan
Il peccato, il dramma interiore, la grazia divina, la redenzione: la spiritualità di Caravaggio doveva essere tutt’altro che convenzionale. Attraverso un realismo crudo e intensamente poetico, amplificato da un magistrale uso drammatico della luce, il grande innovatore della pittura riusciva a trasformare le rappresentazioni religiose in esperienze emotive tangibili. Non stupisce, dunque, che per il Giubileo 2025 il Maestro lombardo sia al centro di una mostra epocale, Caravaggio 2025, che si terrà dal 7 marzo al 6 luglio presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica a Palazzo Barberini, Roma. Curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, l’esposizione promette di essere uno degli eventi più ambiziosi mai dedicati a Caravaggio, riunendo un numero straordinario di dipinti autografi, dai capolavori iconici alle opere meno conosciute, per un’immersione completa nella sua rivoluzione artistica e culturale.
L’esposizione si svilupperà nelle sale di Palazzo Barberini, luogo emblematico per comprendere il rapporto tra Caravaggio e i suoi mecenati. In mostra, opere provenienti dalle più prestigiose collezioni internazionali: tra queste, il Ritratto di Maffeo Barberini, riscoperto solo 60 anni fa, che viene esposto per la prima volta accanto ad altri dipinti del Merisi. In esposizione anche l’Ecce Homo del Museo del Prado di Madrid, che tornerà in Italia dopo secoli, dialogando con prestiti straordinari come la Santa Caterina del Museo Thyssen-Bornemisza, capolavoro già nelle collezioni Barberini che tornerà nel Palazzo che la ospitava, e la Marta e Maddalena del Detroit Institute of Arts.
Un momento di particolare rilievo sarà il ricongiungimento dei tre dipinti commissionati dal banchiere Ottavio Costa: la Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini, il San Giovanni Battista del Nelson-Atkins Museum di Kansas City, e il San Francesco in estasi del Wadsworth Atheneum di Hartford, oltre a opere legate alla storia del collezionismo dei Barberini, come i Bari del Kimbell Art Museum di Fort Worth, che torna nel palazzo romano dove fu a lungo conservato. Questi capolavori, che il pubblico potrà vedere insieme per la prima volta, restituiscono l’intensità della committenza e la visione artistica di Caravaggio.
L’allestimento della mostra è concepito per esaltare la modernità e l’impatto rivoluzionario della pittura caravaggesca. Attraverso una narrazione tematica, il percorso esplora la capacità di Caravaggio di ridefinire il linguaggio visivo del suo tempo. La teatralità della sua pittura emerge in opere come la Cattura di Cristo dalla National Gallery of Ireland, che evidenzia la sua maestria nel trasporre i drammi sacri in immagini potenti e coinvolgenti.
Ma non è solo il sacro a dominare il percorso: Caravaggio 2025 approfondisce anche il tema del ritratto moderno, con il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini al centro di un confronto inedito con altre opere del Maestro, svelando nuovi aspetti della sua ricerca sulla rappresentazione del vero.
Ad accompagnare la mostra, resa possibile grazie alla collaborazione tra Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Borghese e Ministero della Cultura, un catalogo edito da Marsilio Arte, che offrirà saggi e studi critici dei maggiori esperti internazionali, analizzando l’evoluzione stilistica e il lascito culturale dell’artista. Il percorso espositivo potrà avvalersi infatti anche di nuove scoperte critiche e biografiche, gettando una “luce” su aspetti ancora poco esplorati del Merisi e del contesto culturale che ne ha plasmato la visione.
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