Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 - Napoli, dopo il 14 luglio 1654) Sansone e Dalila Olio su tela, 90,50 x 109,50 cm Collezione Intesa Sanpaolo | Napoli, Gallerie dâItalia Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo / Š Claudio Giusti
Nessuna donna del passato, almeno per quanto riguarda lâarte figurativa di etĂ barocca, è stata insieme artista e corpo politico piĂš di Artemisia Gentileschi. Figlia dâarte di incredibile e precoce talento, la sua opera è conosciuta almeno quanto uno scorcio tragico della sua biografia: stuprata dal suo maestro Agostino Tassi quando era poco piĂš di una ragazzina, ebbe il coraggio di denunciarlo e testimoniare contro di lui. La vicenda ha fatto della pittrice â a torto o a ragione â unâicona proto-femminista, oltre a contribuire a veicolare la sua notorietĂ attraverso i secoli.
Nonostante sia tanto conosciuta e a lei si siano dedicate tante monografiche nel mondo, una parte della sua vita â quella dellâetĂ matura â rimane misconosciuta. Ed è proprio nellâetĂ matura che si colloca il periodo napoletano di Artemisia Gentileschi, a cui Gallerie dâItalia â Napoli, museo di Intesa Sanpaolo dedica âArtemisia Gentileschi a Napoliâ, a cura di Antonio Ernesto Denunzio e Giuseppe Porzio, con la consulenza speciale di Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery di Londra. In esposizione dal 3 dicembre 2022 al 19 marzo 2023 la mostra â che mette insieme 21 opere della Gentileschi provenienti da musei, fondazioni e collezioni private di tutto il mondo â è realizzata con il patrocinio del Comune di Napoli, in collaborazione con la National Gallery di Londra, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, LâArchivio di Stato di Napoli e LâUniversitĂ degli studi LâOrientale. Alle opere dellâartista si accostano quelle di pittori suoi contemporanei â Fra i quali Andrea Vaccaro, Massimo Stanzione, Paolo Finoglio e la semisconosciuta Diana De Rosa â e che hanno vissuto e lavorato nella Napoli che ospitò Artemisia Gentileschi fra il 1630 e il 1654.
ÂŤIl periodo napoletano, che costituisce il capitolo conclusivo e meno conosciuto dellâesistenza della pittrice, fu interrotto solo da una parentesi londinese di due anni, dal 1638 al 1640 â spiega Gabriele Finaldi della National Gallery di Londra â la collaborazione internazionale in questo caso è stata particolarmente importante per condividere le conoscenze e mettere in luce aspetti meno noti della vita e dellâopera dellâartistaÂť. ÂŤSappiamo moltissimo della prima parte della vita personale e artistica di Artemisia Gentileschi, molto meno della seconda, quando lâartista giunse a Napoli â prosegue il curatore Giuseppe Porzio â la parentesi napoletana si estende per circa un quarto di secolo ed è un capitolo particolarmente complesso nella produzione artistica della pittrice. Fino ad oggi tale complessitĂ ha impedito che si creasse un focus interamente legato a tale periodoÂť.
Nel processo di ricostruzione dello spaccato napoletano, fondamentali sono stati i documenti messi a disposizione dallâArchivio di Stato di Napoli, attraverso cui è stato possibile porre in luce scorci importanti e inserire questa parte di vissuto dellâartista in modo organico nella sua biografia, oltre a meglio conoscere i personaggi chiave che hanno contribuito allâaffermazione artistica di Artemisia Gentileschi a Napoli, come Bernardo de Dominici che, nelle sue âVite deâ pittori, scultori ed architetti napoletaniâ, pubblicato nel 1742, scrisse anche una biografia dedicata allâartista.
La ricostruzione storica è stata fondamentale per creare un percorso espositivo coerente, espressione delle tematiche piĂš care allâartista in questo periodo: per la prima volta sono mostrate al pubblico italiano opere come Santa Caterina dâAlessandria, recente acquisizione della National Gallery di Londra, in confronto con unâaltra Santa Caterina dellâartista proveniente dal Nationalmuseum di Stoccolma; oltre alla bellissima Giuditta e lâancella con la testa di Oloferne in prestito dal Nasjonalmuseet di Oslo. Le opere straniere dialogano â spesso per la prima volta â con le opere di casa, provenienti dalle sale del Museo di Capodimonte e da Pozzuoli. Ed è proprio da Pozzuoli che proviene il San Gennaro nellâanfiteatro e i Santi Procolo e Nicea, restaurato per lâoccasione.
Nellâambito della mostra ospitata dal Gallerie dâItalia, Artemisia Gentileschi â una delle poche artiste del Seicento arrivate anche perchĂŠ nata, per sua fortuna, in un contesto famigliare che lâha supportata e favorita â âprestaâ in questo caso la sua notorietĂ a chi ha avuto meno fortuna di lei. Ă questo il caso di Diana Di Rosa (Annella), pittrice inghiottita dal tempo e a lungo rimasta solo un riferimento letterario. ÂŤAssorbita da una struttura famigliare fortemente patriarcale, Diana Di Rosa non ha avuto quellâautonomia di cui invece ha goduto Artemisia Gentileschi, diventando un nome senza opereÂť, commenta Giuseppe Porzio. Al centro dellâinteresse dellâartista in etĂ matura sorge una maggiore consapevolezza dei rapporti di forza fra uomo e donna: alle diverse Susanne tormentate da laidi vecchi si contrappone il Trionfo di Galatea e la tenerezza di Lot con le sue figlie. La Gentileschi piĂš matura e consapevole, rende giustizia a quella piĂš giovane e tragica, confermando un dato certo che perdura attraverso i secoli: le donne sono sempre capaci di risorgere dalle proprie ceneri.
Ospitata in un appartamento veneziano in fase di transizione fino al 1 marzo, lâesposizione riunisce opere di Stefania Serio, Kyle…
Dal bene monumentale al bene comune, la condivisione del patrimonio è il fil rouge delle celebrazioni per il ventennale del…
Si chiude il sipario sulla fiera di Bologna, sulla prima edizione diretta da Davide Ferri, dal titolo âCosa sarĂ â. Ecco…
Cronache visive della commedia umana tra splendore e decadenza. Una riflessione sulla pittura di James Stewart e la sua messa…
Dalla ricostruzione post-terremoto al rilancio internazionale: il direttore artistico Andrea Cusumano riflette sul ruolo pubblico dellâarte contemporanea e racconta il…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identitĂ visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…