Clovis Bataille, Through skin and bones, 2025 Exhibition view, radar, Milano. Ph: Tiziano Ercoli e Riccardo Giancola
All’indirizzo di via Plinio 11, nel cuore pulsante di quello che sta diventando il nuovo quartiere dell’arte milanese, apre le porte radar, nata dall’incontro di tre ex direttori di galleria che hanno deciso di dare forma al proprio programma espositivo. Sono Stefano De Gregori, Anna Polesello e Edoardo Pontecorvi i fondatori che hanno inaugurato il primo ottobre il loro spazio dove, tra le pareti bianche dell’unica sala, si raccolgono le nuove generazioni artistiche (e non) dell’arte contemporanea.
La prima mostra è Trough skin and bones di Clovis Bataille (Parigi, 1995), in corso fino al 22 novembre 2025, con la quale radar si mostra per la prima volta con alcune opere inedite dell’artista. Bataille non è un nome nuovo nello scenario europeo: i suoi lavori sono stati esposti in occasione di mostre quali Lafayette Anticipations ed ExoExo, dove si è fatto conoscere per il suo studio dei processi di coabitazione, estraniamento, disciplina e disordine, con una pratica artistica che si muove tra scultura, fotografia e installazioni.
Le opere sulla parete sinistra accolgono il pubblico all’entrata della mostra, dove in un bianco e nero lineare si traccia uno spazio omogeneo, colmo di vuoti e silenzi. La linea è la parola dell’artista che dialoga con l’occhio del suo pubblico servendosi di uno spazio raccolto e intimo come quello della galleria.
Dimensioni ridotte ma proporzionate a quelle delle opere esposte, come l’installazione metallica fatta di due strutture tubolari che convergono su una micro scultura che riproduce il volto di un bambino piangente. Il suo lamento sembra scomparire, rimpicciolendosi, divenendo silenzio, proprio come le linee delle opere precedenti dove vi è un uso quasi liquido del metallo. Su quest’ultimo si costruisce l’intera narrazione espositiva che fa della materia industriale per eccellenza il simbolo di configurazioni e strutture diverse. In tutte le opere, il metallo si pone a guida dell’umano per la scoperta di nuovi spazi, da qui anche i corrimani rossi che si incontrano nella visita, dove non vi è un confine al movimento ma solo guide esterne che lo agevolano.
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