Addio a Salvatore Iaconesi: muore a 49 anni il pioniere della NetArt

di - 26 Luglio 2022

Artista, ingegnere robotico, promotore della filosofia open-source e delle sue implicazioni politiche, hacker, Professore di Design Digitale, sempre sul confine tra estetica e scienza, forma e programmazione, Salvatore Iaconesi è morto il 18 luglio 2022, a 49 anni, in Calabria, al termine di una lunga malattia. A dare l’annuncio della scomparsa è stata Oriana Persico, compagna di vita e di arte, con la quale Iaconesi ha portato avanti tanti progetti esposti in musei e spazi in Italia e nel mondo, in particolare nel settore della Net-Art.

Nel 2012 gli fu diagnosticato un tumore al cervello ma da questa esperienza trasse forza e nuova ispirazione, avviando un lungo lavoro sui temi dell’identità, del corpo, della salute, della condivisione, confluito online sul sito di La Cura. «La cura è tutta diversa. Perché innanzi tutto è fondata quasi esclusivamente sul rapporto. Io stabilisco un rapporto con te e, in base a quello, facciamo una serie di azioni. Incluse, per esempio, delle terapie. Ma non solo. Certo, “prendersi cura” può voler dire anche amministrare delle terapie. Ma non solo. C’è questo elemento del rapporto, della relazione che cambia tutto», spiegava Iaconesi, in una intervista.

Formatosi nella cultura skater e rave degli anni ’90, ha lavorato in Repubblica Ceca, Brasile, Malesia e Irlanda e ha insegnato alla Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma. Amplissima e dai risvolti eterogenei la sua ricerca che, nel corso degli anni, ha portato a una proliferazione di progetti e una polifonia di relazioni, di cui non è semplice tenere traccia, traducendo quella tensione alla dispersione che rappresenta la poetica del flusso del web, da REFF – RomaEuropaFAKEFactory, un concorso internazionale dedicato alla pratica del mash-up e della ricontestualizzazione, a Talker, un programma di intelligenza artificiale che rielabora parole e frasi immesse dagli utenti per creare una sua propria competenza linguistica, fino a uno degli ultimi impegni, HER She Loves Data, un Centro di Ricerca Culturale che  utilizza  Dati e strumenti di Calcolo, come algoritmi complessi e reti neuronali, «Per creare processi  di accelerazione Culturale attraverso l’Arte e il Design».

Tra gli ultimi lavori, in un dialogo tra scienza, tecnologia e arte, “Di Protoni e Dati”, del 2021, in cui i dati medici relativi a un trattamento di protonterapia vengono trasformati in suoni per esplorare nuove forme di benessere, modalità innovative di condivisione e solidarietà legate alla malattia e nuove forme di rappresentazione dati.

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